5 modi per non sentirti in colpa quando riposi

5 modi per non sentirti in colpa quando riposi

Malgrado lavoriamo sempre di più, ci capita di sentirci in colpa se ci prendiamo del tempo per noi stessi. Ma il riposo è fondamentale proprio per “funzionare” al meglio. Ecco come oziare senza sensi di colpa.

L’ozio è nemico dell’anima, insegnava san Benedetto. Se è vero però che starsene tutto il giorno a ciondolare e a non far nulla è fonte di insoddisf

L’ozio è nemico dell’anima, insegnava san Benedetto. Se è vero però che starsene tutto il giorno a ciondolare e a non far nulla è fonte di insoddisfazione e procrastinare allontana sempre più i nostri obiettivi, è anche vero che il giusto riposo è essenziale. Anche per fare un buon lavoro.

Peccato che nel mondo iperconnesso e velocissimo in cui viviamo, sembra che non abbiamo tempo per riuscirci. E quando finalmente sprofondiamo in poltrona per rilassarci, finiamo per sentirci in colpa perché non stiamo producendo.

La dipendenza da lavoro (e da tutti gli altri obblighi)

Abbiamo parlato in altre occasioni del cosiddetto workaholism. Considerato come una vera e propria dipendenza, è il disordine di chi non riesce a smettere di lavorare. E che si sente in colpa quando lo fa. Il termine è stato coniato da Wayne Oates, psicologo americano, che mette insieme i termini work (lavoro) e alcoholism (alcolismo). La definizione è molto chiara: si tratta di un vero e proprio “disordine compulsivo”. È un “bisogno irrefrenabile” di lavorare e sentirsi occupati, che diventa ancora più invasivo per via delle innovazioni tecnologiche. Lungi dall’essere una virtù, il workaholism nasce da un problema interiore: chi ne è affetto si sente spesso inadeguato, non all’altezza delle persone che ha accanto. Non solo al lavoro, ma anche in famiglia.

Jamie Gruman, dottore in psicologia e professore alla canadese University of Guelph, si è di recente reso conto di quanto sia diffuso il problema. In particolare, il professore si è accorto di quanto le persone abbiano difficoltà a riposare. Ha scritto quindi un libro intitolato “Boost: The Science of Recharging Yourself in an Age of Unrelenting Demands(La scienza del ricaricarsi nell’epoca delle richieste inesauribili), in cui prova a spiegare come recuperare, non solo dalla fatica del lavoro, ma anche da tutti i piccoli e grandi obblighi della vita: da chi si occupa di bambini o genitori non autonomi, per finire ai più giovani che provano a laurearsi sommersi dallo stress e dalle cose da fare.

Tutti questi obblighi, “esauriscono le nostre energie, risucchiano ogni motivazione, ci lasciano esausti”. Gruman spiega che le varie faccende della vita di cui ci occupiamo non dovrebbero lasciarci completamente svuotati e che dovremmo dedicare un tempo specifico al riposo. Il problema è che non tutti lo fanno. Nel libro, prova quindi a spiegare come riuscirci efficacemente.

Il senso di colpa del riposo

Durante il tour di presentazione del libro, Gruman si rende conto di un altro aspetto legato alla carenza di riposo nel mondo occidentale. Non è solo mancanza di tempo, ma un problema di tipo psicologico: pare infatti che molti si sentano in colpa quando si concedono del tempo per se stessi.

«Durante gli incontri di presentazione, accade frequentemente qualcosa, che non mi sarei mai immaginato: quando finisco di parlare, molte persone vengono da me e mi confidano che quando provano a godersi un po’ di  tempo libero dagli obblighi quotidiani, si sentono in colpa perché non lavorano. E mi chiedono quindi come possono fare per non sentirsi in questo modo».

Dal momento che Gruman non soffre di questo particolare senso di colpa, si è detto sorpreso della quantità di persone che invece avvertono questi sentimenti. Ed è un problema, perché l’uomo ha bisogno anche “del  semplice piacere dell’ozio occasionale o della gioia delle attività che sceglie di fare” e non solo di quelle a cui è obbligato.

«Superare il senso di colpa da riposo – spiega lo psicologo – è un obiettivo importante in un mondo in cui molti di noi hanno imparato a lottare, ma hanno dimenticato come rilassarsi».

Ha quindi spiegato su Psychology Today, cinque modi per riconoscere il senso di colpa da riposo e affrontarlo.

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Riconosci il senso di colpa

«Avrai grandi difficoltà a occuparti del tuo senso di colpa se prima non fai caso alla sua presenza», spiega Gruman. Bisogna quindi riconoscere i “sintomi” e analizzarli. Lo psicologo propone di cominciare col chiederci cosa avvertiamo quando proviamo a rilassarci, allontanandoci dalle nostre responsabilità: è un leggero senso di ansia? Di tensione? Quando arriva, spiega ancora l’esperto, “prova ad analizzare più attentamente l’esperienza: è davvero senso di colpa? Oppure è noia? O stress?”.

Cerca di capire il perché

Una volta identificato il malessere che ci colpisce quando smettiamo di lavorare, dobbiamo capire qual è la fonte del senso di colpa. Ecco alcune domande che Gruman propone per l’autoanalisi:

  • Hai fallito nel portare a termine qualche compito importante? Magari qualcosa che blocca il lavoro dei tuoi colleghi o qualcos’altro che potrebbe giustificare il senso di colpa?
  • Senti di stare deludendo qualcuno?
  • La tua identità è completamente definita dal lavoro? Venir meno ai tuoi obblighi può, quindi, rappresentare una minaccia al tuo ego?
  • Hai bisogno di continuare a tenerti occupato perché i tuoi pensieri ti mettono a disagio?
  • Oppure semplicemente hai la sensazione di dover essere sempre a lavoro?

«Non puoi affrontare efficacemente il senso di colpa a meno che non identifichi la sua fonte», spiega lo psicologo.

Fissa delle priorità

Siamo stati abituati a pensare che il riconoscimento sociale sia di primaria importanza: quanto più appariamo persone di successo agli occhi degli altri, tanto più ci sentiamo soddisfatti. Gruman spiega che le opinioni esterne sono rilevanti, ma occorre capire che “prendersi del tempo per sé stessi è ugualmente importante per costruire una vita di successo”.

Per riuscirci, suggerisce di “riflettere sulle priorità della propria vita, scriverle e poi considerare in che modo il tempo libero può aiutarti a raggiungerle”.

Cerca di capire che ti meriti un po’ di tempo libero

Un po’ di sano egoismo non è un male, continua Gruman:

«Spesso ci sentiamo in debito, obbligati nei confronti degli altri. Se è vero che un certo livello di responsabilità verso le altre persone è parte integrante di un individuo maturo, abbiamo anche il diritto di prenderci del tempo per noi stessi per curare la nostra salute fisica e psicologica».

Valuta il tuo lavoro

In definitiva, prenderci del tempo libero ci aiuta anche a lavorare meglio. Lo dicono diverse ricerche, lo conferma anche lo stesso Gruman, che ricorda: «Quando facciamo buon uso del nostro tempo libero, miglioriamo le nostre performance durante gli obblighi quotidiani».

Un rimedio per alleviare il senso di colpa da riposo può essere quindi quello di osservare le nostre performance: riposare bene “è un aspetto importante per riuscire a ottenere performance di primo livello”.

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5 modi per non sentirti in colpa quando riposi

di Gennaro Sannino Tempo di lettura: 4 min
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