A 10 anni è già successo per Samaira Mehta, CEO e founder di CoderBunnyz

A 10 anni è già successo per Samaira Mehta, CEO e founder di CoderBunnyz

Programma da quando ha 6 anni e oggi, a 10 anni, ha un business da 200mila dollari di revenue ed è (forse) la più piccola star della Silicon Valley. Lei è Samaira Mehta e questa è la sua storia.

«“Non preoccuparti del fallimento, preoccupati delle opportunità che perdi  se non ci provi nemmeno”: è questa la citazione che mi spinge nella vita

«“Non preoccuparti del fallimento, preoccupati delle opportunità che perdi  se non ci provi nemmeno”: è questa la citazione che mi spinge nella vita. La applico in tutto ciò che faccio: se ho l’opportunità di fare qualcosa, e non sono sicuro se farla o meno, ricordo questa citazione e decido di buttarmi».

Sembra avere già le idee molto chiare Samaira Mehta, programmatrice di dieci anni, che ha lanciato due giochi da tavolo di successo per insegnare ai più piccoli l’arte del coding.

Scopriamo la sua storia.

Programmatrice dall’età di 6 anni

L’idea per i suoi giochi è nata da due passioni:

«Sono stati il mio amore per la programmazione e i giochi da tavolo a portarmi dove sono ora. Ho sempre amato i giochi di società e la programmazione, ma non mi piaceva il fatto che non potessi unire le due attività. Ho pensato così che se non potevo portare un gioco da tavolo sullo schermo di un computer, potevo invece portare il coding in un gioco da tavolo».

Samaira comincia a programmare a sei anni. Dopo sei mesi, un anno, le viene l’idea per CoderBunnyz, che presenta per la prima volta nel 2016, durante il Pitchfest, vincendo un premio da 2.500 dollari. Di cosa si tratta? È un gioco da tavolo – con carte, dati e tutto il resto – in cui i partecipanti imparano a risolvere i problemi tipici che i programmatori affrontano nel proprio lavoro quotidiano, così come i principi alla base di ogni linguaggio di programmazione.

Dopo il premio del Pitchfest, Cartoon Network nota il lavoro di Samaira Mehta e la inserisce nel programma “Powerpuff Girls”, serie in cui vengono raccontate le storie di ragazze di successo. Da qui tutti hanno cominciato a interessarsi a CoderBunnyz e le vendite hanno cominciato a crescere. Nel primo anno, spiega la giovane programmatrice, “abbiamo venduto mille scatole, raccogliendo più di 35mila dollari”.

Oggi la sua azienda coinvolge tutta la famiglia. La mamma è Social Media marketer, il papà ha il ruolo di advisor, mentre il fratello più piccolo è il tester dei giochi. Tra aprile 2018 e lo stesso mese di quest’anno ha incassato 200mila revenue, vendendo più di seimila scatole.

Un miliardo di ragazzi

Per promuovere il suo gioco, Samaira idea un piano di lancio insieme a suo padre Rakesh Mehta, ingegnere Intel. Il nome dell’iniziativa è “Yes, 1 Billion Kids Can Code” (Sì, un miliardo di bambini sa programmare), che consente di donare CoderBunnyz alle scuole, in modo da insegnare ai bambini le basi della programmazione. All’inizio dell’anno scolastico 2018/2019, sono già 106 le scuole coinvolte. Ma l’iniziativa ha ambizioni molto più alte:

«Nel mondo ci sono più di un miliardo di bambini – ha spiegato Samaira – e ci sono persone che vogliono donare CoderBunnyz alle scuole e ai bisognosi in tutto il mondo».

Le vendite vanno talmente bene che Mehta decide di lanciare sul mercato un “continuo” del suo gioco. Visto il successo dell’Intelligenza Artificiale, nel suo nuovo gioco da tavolo CoderMindz , Samaira aggiunge al linguaggio di programmazione anche l’AI. Secondo la creatrice, è il primo gioco da tavolo sull’Intelligenza Artificiale e permette ai ragazzi di costruire poi un vero e proprio robot con le competenze acquisite.

Una giovane star in Silicon Valley

Da quando ha lanciato il suo business, Samaira ha ottenuto tanti riconoscimenti. Del primo abbiamo parlato. Arrivano poi: una lettera di congratulazioni e incitamento da Michelle Obama (quando è ancora nella Casa Bianca, nel 2016), un riconoscimento dal Santa Clara Board of Education, il premio Youth Entrepreneur ed è apparsa sui giornali di cinque diversi continenti. È anche una speaker molto richiesta: è stata invitata a 11 conferenze e ha condotto più di sessanta workshop in Silicon Valley con più di duemila bambini.

In realtà, l’idea dei workshop è arrivata ancor prima che CoderBunnyz fosse commercializzato, come opportunità per validare la sua idea:

«Quando ero molto vicina a portare il gioco sul mercato, i miei genitori mi hanno dato l’idea di giocarci con alcuni bambini. I suggerimenti che mi hanno dato alcuni ragazzi che l’hanno testato sono stati molto importanti. Ho cominciato quindi con una serie di workshop, innanzitutto nelle librerie, poi a scuola e infine in aziende e fiere specializzate. Tutti questi eventi mi hanno dato moltissimi feedback, che mi hanno aiutato a perfezionare il prodotto».

Tra i workshop, anche quello tenuto a Mountain View, nel quartier generale di Google. Qui conosce Stacy Sullivan, responsabile della cultura aziendale, che le dice: “Stai andando alla grande: quando avrai finito il college potrai venire a lavorare qui”. Samaira ha tenuto un altro discorso importante in Microsoft, durante il Girl’s Festival. Ha poi incontrato Mark Zuckerberg ad Halloween. Mentre gli chiede la fatidica domanda “dolcetto o scherzetto” (le due famiglie vivono nello stesso quartiere), ne approfitta per raccontare al capo di Facebook del suo progetto. “Mi disse: vai avanti, stai facendo un gran lavoro”, racconta.

Filantropia

Samaira ha già dimostrato di avere a cuore le sorti dei più deboli.

La maggior parte degli introiti sono oggi reinvestiti nell’azienda, per produrre nuove scatole di CoderBunnyz e CoderMindz, ma una parte andranno a finanziare progetti filantropici.

Il 5 per cento dei profitti finirà per esempio in “PATH – People Assisting the Homeless”, che aiuta i senzatetto a ottenere nuove competenze per rimettersi in piedi. Ha inoltre avviato il progetto Girls U Code, che ha l’obiettivo di aiutare le ragazze in contesti meno avvantaggiati a imparare le competenze necessarie per sfondare nel mondo dell’informatica e delle tecnologie digitali.

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A 10 anni è già successo per Samaira Mehta, CEO e founder di CoderBunnyz

di Carmen Guarino Tempo di lettura: 4 min
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