Canva: app per grafici che conquista il mondo, nata dalla tenacia di una donna

Canva: app per grafici che conquista il mondo, nata dalla tenacia di una donna

Storia di Canva, il tool grafico che fa concorrenza ai software professionali, nato affrontando sfide impervie e sport rischiosi.

Abbracciare il rischio, anche fisico, per avviare la propria attività: è quanto ha fatto Melanie Perkins, che si è lanciata in uno sport a lei non p

Abbracciare il rischio, anche fisico, per avviare la propria attività: è quanto ha fatto Melanie Perkins, che si è lanciata in uno sport a lei non proprio familiare e pericoloso, per trovare finanziatori del suo progetto. Così, in una calda mattina di maggio del 2013, si trova ferita e alla deriva con il suo kiteboard, ma sicura di riuscire a far decollare la sua attività.

Canva: storia di coraggio e di tenacia

In quel periodo, l’azienda ha difficoltà a trovare finanziatori. Con la sua sede legale in Australia, a migliaia di km di distanza dalla Silicon Valley, riuscire a fissare un incontro con persone disposte a investire capitali nel progetto è un’impresa molto difficile.

Sono oltre 100 i rifiuti  che lei ha dovuto affrontare, inizialmente. La soluzione arriva a Melanie Perkins come un colpo di genio e anche un po’ di follia. Venuta a sapere di una competizione di kitesurfing di un gruppo di venture capitalist nella cittadina di origine della madre, Melanie inizia ad allenarsi nello sport, per potersi sedere al tavolo delle trattative e stupire con il suo progetto. Cosa che, come vedremo, le riesce benissimo.

Un’alternativa online ai più complessi programmi di grafica

Canva è un interessante tool di design online che consente di creare, con estrema facilità, progetti grafici di vario utilizzo.

Per accedere al servizio è sufficiente connettersi tramite il proprio account Google o Facebook. L’iscrizione e varie funzionalità sono gratuite e garantiscono l’accesso a un vasto elenco di progetti e tool grafici.

Esiste anche una versione a pagamento che, con una piccola cifra mensile, consente l’accesso illimitato ai diversi servizi ed elementi grafici offerti e la possibilità di aggiungere fino a 30 membri per lavorare a progetti collaborativi. È prevista anche la possibilità di ricevere soluzioni personalizzate, pensate specificamente per le aziende.

Templates, immagini, modelli di stampa come brochures, volantini e biglietti da visita, consentono la creazione del progetto grafico in maniera semplice e veloce.

Esistono inoltre altri 3 tool legati al brand, con servizi aggiuntivi: Canva Photo Editing, Canva Font Combinations e Canva Colour Palette che permettono, rispettivamente, di editare foto, scoprire combinazioni tra diversi font ed estrarre dalle immagini intere palette di colore.

La nascita di Canva

Perkins inizia a lavorare a Canva nel 2007, quando ancora abita a casa di sua madre, a Perth. Figlia di un’insegnante di origini australiane e di un ingegnere malese di origini filippine, Melanie cresce col sogno di diventare pattinatrice professionista. Per allenarsi, si alza spesso alle 4 e mezza del mattino, durante il periodo da adolescente. Una tenacia che ha mantenuto negli anni e le ha permesso di costruire una realtà che oggi fattura 200 milioni di dollari all’anno.

L’idea per la realizzazione di Canva arriva durante gli studi universitari, presso la University of Western Australia. In quel periodo, Melanie insegna agli studenti come utilizzare programmi di grafica come InDesign e Photoshop, ma si scontra subito con la difficoltà dei ragazzi a padroneggiare strumenti professionali e spesso molto complessi. Inoltre, la stampa di un poster o un volantino richiede vari passaggi, con azioni laboriose e diversi software da adoperare. “Meglio rendere tutto più semplice e fruibile su un’unica piattaforma online e un solo strumento”, pensa.

Così, si affretta a creare la sua startup, prima che qualcun altro la batta sul tempo, assumendo un freelance per realizzare un sito in Flash. Il primo servizio offerto è l’aiuto nella creazione di progetti grafici per gli annuari scolastici, attività tipicamente svolta da studenti volontari (e quindi poco esperti di grafica).

La svolta

Fusion Books, questo il nome della Startup di Melanie e del fidanzato Cliff Obrecht, trova subito un mercato. Raggiunge 400 scuole, con licenziatari fino in Francia, ma l’attività non può decollare veramente senza dei finanziatori.

E qui arriva l’occasione della vita: nel 2011, un venture capitalist della Silicon Valley, Bill Tai, arriva a Perth. Tai è in città principalmente per affrontare le onde con il suo Kitesurf. Venuta a sapere di una cena in cui Tai avrebbe ospitato altri venture Capitalist, Perkins si “infiltra”, allenandosi e imparando qualcosa in più su quello sport, “tendendo un’imboscata” ai commensali durante l’incontro.

Propone loro un progetto chiamato Canvas Chef, una sorta di pizza metaforica, con elementi di design come condimenti e vari tipi di documenti (volantini, menù, biglietti da visita) come impasto. Quella sera Perkins e Obrecht vanno via senza nemmeno un dollaro in capitali investiti nel progetto, ma diventano ospiti fissi durante i successivi incontri organizzati da Tai.

Fanno così la conoscenza di Cameron Adams, ex dipendente Google e fondatore di una startup con sede a Sydney. Catturato dall’idea di Perkins, Adams diventa cofondatore di Canva: ora il team è completo, grazie all’esperienza tecnica del nuovo arrivato (oltre ai suoi importanti contatti nel settore tecnologico).  L’arrivo di Adams permette all’azienda di raccogliere ben 3 milioni di dollari di finanziamenti in due sessioni, inclusa una sovvenzione da parte del governo australiano.

Sono 50mila gli utenti iscritti durante il primo mese di attività di Canva, per poi volare a 600 mila con un successivo finanziamento ottenuto nel 2014.

Canva oggi

Oggi, Canva conta 20 milioni di utenti provenienti da 190 Paesi del mondo.

Gli elementi che hanno consentito il decollo dell’app sono diversi.

Innanzitutto il prezzo imbattibile: milioni di utenti non pagano nulla visto che, come abbiamo visto, l’app è gratuita nelle sue funzioni di base. Non meno importante, il servizio è incredibilmente semplice da utilizzare.

Come in molti modelli freemium, gli introiti dell’azienda arrivano dagli utenti che hanno bisogno di funzioni avanzate o personalizzate. L’upgrade alla versione premium costa 10 dollari al mese con delle funzionalità aggiuntive e la possibilità di usufruire di un account aziendale semplificato. Inoltre, immagini d’archivio di alta qualità possono essere acquistate anche al costo di 1 dollaro.

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La corsa al successo di Perkins e soci non sembra fermarsi: per il 2020, Canva prevede di raddoppiare il proprio fatturato, raggiungendo i 200 milioni di dollari. La startup è stata valutata 3,2 miliardi di dollari.

Canva è la dimostrazione che è possibile costruire un gigante tecnologico globale a partire da qualsiasi luogo. E Melanie Perkins, a detta di alcuni investitori, è un’imprenditrice di stoffa rara.

Basti pensare che ha già stilato un piano in 100 punti per rivoluzionare completamente il mondo della grafica. Innanzitutto, la sfida più complessa: superare Adobe, il gigante del settore valutato 149 miliardi di dollari, che nell’ultimo trimestre ha realizzato entrate per 1,65 miliardi di dollari. Tra gli altri obiettivi ambiziosi, buttarsi nel settore dei video e delle presentazioni aziendali: progetti che potrebbero scontrarsi con altri colossi del calibro di Instagram e Microsoft.

Sento che abbiamo fatto un lavoro incredibile, ma quanto abbiamo realizzato è ancora molto poco rispetto a ciò che ci proponiamo. Abbiamo ottenuto appena l’1% di ciò che penso sia possibile. La nostra mission aziendale è permettere al mondo di progettare. E intendiamo tutto il mondo”, afferma la stessa Perkins.

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Canva: app per grafici che conquista il mondo, nata dalla tenacia di una donna

di Carmen Guarino Tempo di lettura: 5 min
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