Chi sono i multipotenziali e quali sono i loro 5 “superpoteri”

Chi sono i multipotenziali e quali sono i loro 5 “superpoteri”

Chi non sceglie un settore lavorativo specifico è spesso bistrattato. Ma chi apre i propri orizzonti a interessi e competenze diversi può avere una marcia in più: un libro rivela al mondo i multipotenziali e i loro “superpoteri”.

«Alzate la mano se vi è mai stato chiesto: "Cosa vuoi fare da grande?" Alzate la mano se la domanda, "Che cosa vuoi fare da grande?" Vi ha mai mess

«Alzate la mano se vi è mai stato chiesto: “Cosa vuoi fare da grande?

Alzate la mano se la domanda, “Che cosa vuoi fare da grande?” Vi ha mai messo ansia».

Comincia così la conferenza Ted di Emilie Wapnick career coach, autrice e “multipotenziale”. Comincia così perché alla domanda “Cosa vuoi fare da grande?”, Wapnick non sapeva cosa rispondere:

«Il problema – spiega – non era il non avere alcun interesse, ma che ne avevo troppi. Alle scuole superiori mi piaceva l’inglese, la matematica, l’arte, creavo siti internet e suonavo la chitarra in un gruppo punk chiamato “Frustrated Telephone Operator”».

 

Un ‘problema’ che si è protratto nel tempo ed è diventato particolarmente sentito durante le superiori:

«Mi interessavo a un argomento, mi ci immergevo, lo divoravo, e diventavo brava, qualsiasi cosa fosse. Ma a un certo punto cominciavo ad annoiarmi. Di solito cercavo di perseverare comunque, perché avevo già dedicato tempo, energia e a volte denaro in quel campo. Ma alla fine mi assaliva questo senso di noia: “Ci sono riuscita. Non è più una sfida” diventava troppo. E lasciavo perdere».

L’idea sottesa dietro la domanda “Cosa vuoi fare da grande?” è che ci sia una cosa, specifica, che ognuno di noi è “destinato” a fare da grande. E che tutto il resto è precluso. Non c’è nulla di male ad avere le idee chiare sin da ragazzi: avere una vocazione di qualche genere. Uno scrittore che scrive il suo primo racconto a 10 anni, per esempio. Il problema è che non tutti funzionano così. Ci sono persone che hanno molti interessi e occupazioni creative, passando da una “ossessione” a un’altra, acquisendo nuove competenze, informandosi su settori diversi, appassionandosi ad ambiti lavorativi lontani tra loro. Si chiamano multipotenziali, multipotentialite in inglese.

Emilie Wapnick fa parte di questa categoria. Ed è in buona compagnia. Se guardiamo al passato, sono tanti i personaggi ‘ibridi’, appassionati di diversi ambiti di studio. Wapnick fa l’esempio di Galileo Galilei: astronomo, fisico, ingegnere, filosofo e matematico. Anche guardando ad anni più recenti, troviamo figure camaleontiche nel compianto David Bowie – musicista, attore, poeta, pittore, designer, drammaturgo – e nel businessman Richard Branson, imprenditore, investitore, filantropo.

Le loro storie ci convincono del fatto che essere multipotenziali non è un difetto: spesso siamo portati a credere che chi non è specializzato in un campo, sarà semplicemente un professionista “nella media” in tanti settori. Ma non è così.

Per smontare questo e altri luoghi comuni, Emilie Wapnick ha scritto Diventa chi sei. Una pratica guida per persone creative che hanno molteplici passioni e interessi.

Una guida per multipotenziali

«Questo libro è stato scritto per coloro che non vogliono scegliere un solo settore e abbandonare tutti gli altri interessi che hanno. È per i curiosi, per quelli che provano gioia nell’apprendere nuove cose, nel creare e nel formare, nell’intersezione tra diverse identità. Non siete obbligati a scegliere una sola strada. Questo è il grande segreto che nessuno vi racconta».

Il libro di Wapnick è una guida pratica su come riuscire a fare ciò che si desidera, anche se questo non è chiaramente definito. Può essere complicato infatti riuscire a coniugare la propria poliedricità con una carriera profittevole, in qualsiasi campo. Anche perché gli anni di esperienza in un settore sono generalmente ben visti dai datori di lavori, che puntano a figure altamente specializzate per le proprie aziende.

Ma questo paradigma si sta lentamente rovesciando. La rivista Fast Company, autorevole voce nel mondo dell’innovazione USA, ha identificato la capacità di adattamento come la competenza più importante da sviluppare nel 21esimo secolo. D’altronde lo sperimentiamo ogni giorno: il mondo del business evolve a ritmi frenetici e diventa sempre più imprevedibile. Le competenze che sviluppiamo, dunque, potrebbero essere superate nel giro di pochi anni: adattarsi è l’unica strada per ‘sopravvivere’.

Ecco perché, sostiene Wapnick, i multipotenziali potrebbero avere in realtà una marcia in più. A patto che riescano a gestire la propria carriera in maniera intelligente ed efficace. Ma soprattutto, in linea con le proprie caratteristiche specifiche. Già perché “non c’è una sola strada per essere un multipotenziale”, avverte l’autrice:

«Alcuni di noi hanno una dozzina di progetti in corso, altri preferiscono immergersi in un unico obiettivo per mesi o anni, facendolo diventare il proprio unico focus finché non cambiano tutto, spostandosi in un’area diversa. Gli interessi di un multipotenziale possono manifestarsi simultaneamente (diversi interessi per volta), sequenzialmente (un interesse per volta), o da qualche parte nel mezzo».

Sono quattro i principali approcci alla carriera di un multipotenziale che Wapnick descrive nel libro:

  •  L’abbraccio di gruppo, in cui si sceglie un lavoro o un’attività multidisciplinare, che abbracci cioè diversi ambiti. Un esempio: un esperto in musicoterapia può mettere insieme due materie apparentemente distanti come musica e psicologia.
  • L’alternanza: portare avanti due o più carriere per volta, attraverso una serie di attività/lavori part-time. Di mattina insegnante, di pomeriggio scrittore, per esempio.
  • L’approccio Einstein consiste invece nell’avere un’attività/lavoro full-time, che assicura il sostentamento economico, con una serie di ‘hobby’ da portare avanti nel tempo libero. Quante aziende sono nate come passioni da sviluppare nel tempo libero, per poi trasformarsi in multinazionali? Steve Jobs, per dire, mentre creava il primo Apple I era un impiegato Atari.
  • L’ultimo approccio descritto è quello della Fenice, come l’uccello della mitologia capace di rinascere dalle proprie ceneri. In questo caso, il multipotenziale si dedica a un settore specifico per un determinato periodo di tempo, per poi re-inventarsi, iniziando una nuova carriera altrove o in un diverso settore della stessa azienda.

I quattro diversi approcci, e come riuscire a trarne il meglio, sono approfonditi nel volume.

I superpoteri dei multipotenziali

Dopo aver descritto i diversi approcci possibili alla carriera di un multipotenziale e smontato alcuni dei classici stereotipi su chi non ha una specializzazione chiara, l’autrice passa a elencare alcuni dei ‘superpoteri’ dei multipotenziali. Eccone 5:

  • Capacità di sintetizzare le idee.
    «Siamo dei sintetizzatori eccellenti. Il nostro vantaggio è riuscire a combinare due o più concetti, creando qualcosa di completamente nuovo», spiega Wapnick.
  • Apprendimento veloce.
    Sono 3 le ragioni, secondo l’autrice, per cui i multipotenziali riescono ad apprendere più velocemente: si trovano a loro agio nel ruolo di “principiante”; sono appassionati, a volte ossessionati, dalle materie che scelgono; anche se si aprono a un nuovo interesse, non partono mai da zero, perché molte competenze sono multidisciplinari.
  • Adattabilità.
    Avendo a disposizione una vasta gamma di competenze, possono facilmente adattarsi in diversi ruoli e in diverse realtà, in base a chi hanno di fronte (aziende, clienti, collaboratori).
  • Big-Picture.
    I multipotenziali sono più bravi a vedere il “quadro generale”, a capire come “le idee individuali si connettano con il mondo più vasto”, spiega Wapnick.
  • Networking.
    I multipotenziali sono dei networker “naturali” e riescono a mettere in contatto persone dai campi più disparati, per creare nuove sinergie. “La nostra esperienza variegata”, spiega l’autrice, “ci dà la possibilità di relazionarci con persone che abbiamo incontrato durante i diversi percorsi affrontati. La nostra intensa curiosità ci rende inoltre degli ottimi ascoltatori”.

In conclusione, Diventa chi sei è un libro per chi non si accontenta, per chi non crede che la propria vita sia inquadrata in un singolo schema, che si porterà dietro per tutta la vita. È per persone appassionate e coraggiose, che scelgono di uscire dalla propria zona di comfort per abbracciare tutte le possibilità che la vita offre, non solo da un punto di vista lavorativo. A queste persone, Wapnick lancia un “appello” accorato:

«A voi dico: abbracciate tutte le vostre passioni. Seguite la vostra curiosità. Esplorate le vostre intersezioni. Abbracciate i vostri moti interiori per una vita più felice e autentica. E forse, ancora più importante, multipotenziali, sappiate che il mondo ha bisogno di noi».

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Chi sono i multipotenziali e quali sono i loro 5 “superpoteri”

di Redazione Tempo di lettura: 5 min
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