Come ho trasformato la mia barca in uno studio per registrare podcast

Come ho trasformato la mia barca in uno studio per registrare podcast

Costretta dal Coronavirus a rinunciare a molti lavori, la psicoterapeuta e autrice Amy Morin decide di fare pivot, lanciandosi nel mondo dei podcast (dalla sua barca).

Il business dell’audio va a gonfie vele in Italia. Anche se non ha raggiunto ancora i numeri degli Stati Uniti, dove si registrano già 88 milioni di

Il business dell’audio va a gonfie vele in Italia. Anche se non ha raggiunto ancora i numeri degli Stati Uniti, dove si registrano già 88 milioni di ascoltatori nel 2019, sicuramente cresciuti in questo 2020 di lockdown, nel nostro Paese audiolibri e podcast fanno registrare numeri interessanti. Secondo una ricerca di Blogmeter per Audible (Amazon), nei primi due mesi di quest’anno, i messaggi in italiano dedicati ad audiolibri e podcast in rete sono aumentati del 70%, arrivando a 156mila, e hanno registrato un boom durante e dopo il lockdown: +227% i messaggi a tema audiolibri, mentre i soli podcast hanno registrato 139mila messaggi da soli, raggiungendo il 91% delle conversazioni dedicate al tema dei contenuti audio.

È stato proprio il lockdown ad aver portato ancora di più le persone nel mondo digitale, trainando il numero di ascolti, letture e visualizzazioni in tutto il mondo. Al punto che anche gli speaker più affermati hanno scelto la strada del podcast per sostituire in parte conferenze e corsi dal vivo.

È l’esperienza di Amy Morin, psicoterapeuta, assistente sociale ospedaliero, oratrice e autrice di livello internazionale. Ne ha parlato lei stessa su Business Insider.

La carriera da speaker interrotta

Prima che la pandemia da Coronavirus esplodesse in tutta la sua tragica realtà, Morin aveva una brillante carriera come speaker a eventi internazionali in tutto il mondo, in media tre volte al mese. Il suo argomento preferito: come essere più forti mentalmente.

Ovviamente, questa carriera è stata drasticamente interrotta già nelle prime settimane di diffusione del virus, in particolare negli Stati Uniti. Nessuna possibilità di viaggiare, nessuna possibilità di fare eventi dal vivo: un disastro per lei, così come per milioni di altre persone.

Tutti i suoi impegni per il mese di aprile 2020 sono stati prima rinviati all’autunno, poi direttamente di un anno. Alcuni appuntamenti sono stati spostati online, ma non era la stessa cosa. I tanti buchi in calendario le hanno permesso di terminare il lavoro sul suo nuovo libro “13 Things Mentally Strong Kids Do”, che doveva consegnare entro maggio, ma le hanno anche lasciato tanto tempo libero: “Avevo dei buchi in agenda enormi per almeno due settimane, ogni mese”, ha raccontato Morin, “Senza alcuna certezza su quando sarebbero ripresi gli eventi di massa, sapevo di dover fare pivot con il mio business”.

Podcast in barca

Da qui l’idea di dedicarsi alla creazione di un podcast, “Mentallly Strong People” (persone mentalmente forti), lanciato il 14 settembre. Una scelta che Morin definisce “naturale”, vista la sua carriera come autrice, coach e speaker.

L’idea è quella di condividere consigli e strategie sul percorso intrapreso da Morin per diventare mentalmente più forte nel corso degli anni, grazie anche al suo percorso di studi e professionale: un’esigenza per lei che ha dovuto affrontare tante tragedie personali.

Leggi “5 cose da non dire mai a tuo figlio (se vuoi che abbia successo)” per un profilo più approfondito di Amy Morin

Il podcast è poi anche un modo per raccontare le storie di persone di successo, che hanno a loro volta consigli da condividere sulla propria mentalità: tra i primi intervistati, l’imprenditore James Altucher e Maffio, compositore e produttore, vincitore di diversi Grammy Award.

Il podcast è stato lanciato malgrado l’autrice dica di non sapere assolutamente nulla del campo: “Ma sapevo anche di poter imparare”, racconta.

Il primo ostacolo è dovuto alla location: Amy Morin vive infatti in barca e questo non è un bene per una qualità audio ottimale, come possiamo immaginare. Per superare il problema, decide di destinare una buona parte del proprio living a uno studio di registrazione professionale, con microfoni ed equipaggiamento di un certo livello, trasformando il tavolo da cucina in un reparto di mixaggio e il divano nell’area dedicata alle interviste.

Tutti gli accorgimenti tecnici del mondo, però, potrebbero non bastare, come confessa la stessa Morin: in una giornata ventosa, il movimento della barca rende le riprese video “un po’ interessanti”, usando un eufemismo, mentre la pioggia provoca un fastidioso rumore di fondo.

Malgrado ciò, l’autrice pensa di continuare con questa soluzione particolare:

«Inizialmente, pensavo che lo studio galleggiante sarebbe stato temporaneo. Ma devo dire che mi piace il mio studio in barca e che molti dei miei ospiti mi hanno chiesto di poter salire a bordo per un’intervista di persona, in futuro».

Anche il podcast, in realtà, doveva essere una soluzione temporanea, spiega Morin: potrebbe però diventare “uno di quegli stravolgimenti temporanei, dovuti alla necessità, che poi diventano un cambiamento permanente. Ovviamente, solo il tempo ce lo dirà”.

Leggi anche: Overthinking, quando anche pensare troppo fa male

Da dove iniziare

Nella sua breve, ma intensa esperienza, Morin offre anche alcuni consigli a chi è alle prime armi con il mondo dei podcast, ma vuole lanciare il proprio format:

  • Informati. Innanzitutto è necessario studiare. Esistono articoli e libri, corsi online e podcast su come fare podcast: le informazioni ci sono, basta cercarle e approfondire tutti gli aspetti necessari di volta in volta.
  • Inizia con un’idea che ti appassiona: esistono podcast praticamente su tutto. Il consiglio di Morin è di partire con un argomento che ci appassiona particolarmente.
  • Ascolta altri podcast. In questo modo, potrai trovare idee per il tuo format: farai tante interviste? Avrai una spalla? Inviterai gli ascoltatori a fare domande?
  • Cura gli aspetti comunicativi. Scegli un nome, crea un’immagine coordinata, lancia sito web e canali social.
  • Comincia con poco. Gli aspetti tecnici sono importanti, ma all’inizio si può cominciare anche con un paio di cuffie, un microfono poco costoso e un computer, secondo Morin.
  • Valuta le possibilità di business. Un podcast può diventare un’opportunità di guadagno, se condotto in maniera professionale. Esistono diverse possibilità di monetizzazione: dai canali ads alle partnership con aziende interessate, fino alle donazioni degli ascoltatori (attraverso piattaforme come Patreon, per esempio).

Leggi anche: Nasce Podcoin, la prima azienda che “ti paga” per ascoltare podcast

COMMENTS

WORDPRESS: 0
DISQUS: 0

Come ho trasformato la mia barca in uno studio per registrare podcast

di Gennaro Sannino Tempo di lettura: 4 min
0