Come tornare a meravigliarsi per vivere e lavorare meglio

Come tornare a meravigliarsi per vivere e lavorare meglio

La bellezza di un cielo stellato, lo stupore dinanzi a una nuova vita, sono emozioni che ci riempiono di meraviglia. Ecco come coltivare lo stupore, per vivere meglio come individui e in team.

Il senso di meraviglia è un’esperienza che si presenta quando ci troviamo dinanzi a degli eventi grandiosi, in grado di attrarre la nostra attenzion

Il senso di meraviglia è un’esperienza che si presenta quando ci troviamo dinanzi a degli eventi grandiosi, in grado di attrarre la nostra attenzione e farla uscire dai propri schemi mentali. Pensiamo, per esempio, alla bellezza e all’ispirazione che proviamo dinanzi a un cielo stellato in una notte serena.

Da qualche tempo, gli psicologi si stanno soffermando molto sul senso di meraviglia, come strumento per facilitare la creatività e la resilienza a livello personale e all’interno di gruppi aziendali. Si tratta di un modo per rinvigorire la mente e placare ansie e paure. Ecco cos’è il senso di meraviglia e come tornare a stupirsi nella propria quotidianità.

Stupirsi per ridurre il proprio “io”

Il senso di meraviglia può essere spiegato con i risultati di una ricerca italiana condotta dall’Università Cattolica di Milano.

Come spiega Alice Chirico, tra gli autori dello studio pubblicato sulla rivista Scientific Reports, “il senso di meraviglia è associato a un profondo sentimento di stupore, sorpresa, e talvolta paura. È un’esperienza che spesso si presenta quando le persone si trovano davanti qualcosa che le forza ad adattare i loro schemi mentali e a cercarne nuovi di riferimento”.

La ricerca condotta dall’università Cattolica ha confrontato le reazioni registrate da due gruppi di volontari. Al primo gruppo sono stati mostrati contenuti in grado di creare stupore, come maestosi panorami di montagna. Al secondo, contenuti privi di tale caratteristica, come video divertenti o neutri.

Dalle reazioni dei partecipanti, è emerso che il senso di meraviglia è un’emozione complessa, che include diverse componenti emotive, come la sorpresa, il timore reverenziale, lo stupore, la gioia.

Si tratta di emozioni che si sperimentano quando ci si è posti dinanzi a qualcosa di grande, che fa vacillare le certezze che abbiamo su noi stessi e sugli altri.

La meraviglia, inoltre, fa sentire le persone “piccole”, riducendo la percezione del proprio io e riportandole alla riflessione su quale sia il loro posto nel mondo. Le preoccupazioni si ridimensionano e si entra in connessione con il tutto. Questo aiuta le persone ad aprirsi agli altri, spingendole a compiere atti di generosità gratuita anche verso degli estranei.

Si tratta di un’emozione potente, fortemente trasformativa.

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Ecco perché, negli ultimi anni, ha attirato l’attenzione di vari psicologi e studiosi che si sono soffermati sulla caratteristica di autotrascendenza della meraviglia.

Secondo gli studiosi, infatti, lo stupore creerebbe un equilibrio tra il senso di piccolezza esistenziale e la connessione a qualcosa di più vasto.

Stimolare questi stati di meraviglia, quindi, ha un potenziale effetto terapeutico, sia nella cura dei disturbi affettivi che nel migliorare il pensiero creativo, favorendo la connessione tra idee prima molto lontane tra loro. Inoltre, ridurrebbe gli effetti che lo stress cronico ha su mente e corpo.

Proteggere il senso di meraviglia nell’era della pandemia

Nell’era della pandemia, risulta sempre più importante riuscire a trovare modi che ci aiutino a rafforzare le nostre energie, calmare le ansie e curare il nostro benessere. Coltivare esperienze che inducono il senso di meraviglia può essere una strada, diventando lo strumento che consente alle persone di vivere la transizione esistenziale necessaria da un anno fatto di limitazioni e tensioni, a uno in cui lentamente si cerca di tornare alla normalità.

Due autori, David P.Fessel, professore associato presso la Ross School of Business dell’Università del Michigan e Karen Reivich, direttrice dei programmi di formazione sulla resilienza e la psicologia positiva presso il Centro di psicologia positiva dell’Università della Pennsylvania, hanno proposto una serie di consigli per stimolare lo stupore sia per i singoli professionisti, che per i gruppi.

Nel loro lavoro, hanno organizzato centinaia di workshop sulla resilienza e sul benessere sia prima che durante il Covid, per militari, medici, educatori, forze dell’ordine e nel mondo degli affari.

Secondo gli autori, gli effetti benefici del senso di meraviglia sono palesi. Le esperienze di timore reverenziale sono associate a minori livelli di stress e alla riduzione del monologo interiore. Un sollievo dallo stress e dall’ansia, sicuramente, ma anche uno stimolo a uscire dai propri schemi mentali, stimolando nuovi modi di pensare. In definitiva, queste esperienze stimolano la creatività e l’innovazione, facilitando il pensiero scientifico e il processo decisionale.

Non solo. Il senso di meraviglia aiuterebbe inoltre a costruire le relazioni. Vivere la soggezione del timore reverenziale, infatti, spinge le persone fuori da sé stesse, aprendole agli altri e ispirando generosità e compassione. Per i team, questo si traduce in maggiore collaborazione, team building e coesione sociale. Ma come stimolare il senso di stupore? Ecco le soluzioni fornite dagli autori.

Come stimolare il senso di stupore individuale

Nei loro workshop, gli autori consigliano alle persone di alzarsi dalla scrivania e fare una “passeggiata di meraviglia”. Venti minuti da usare per vagare e osservare la bellezza quotidiana che ci circonda. Anche se ci si trova in un luogo familiare, come il cortile di casa o il proprio quartiere.

Si tratta di un esercizio che abitua le persone a notare gli altri e soprattutto quelle cose belle che, nella fretta della quotidianità, restano inosservate. Come un’ape che si posa su un fiore, per esempio.

I partecipanti ai workshop, affermano i due autori, dichiarano che dopo l’esercizio si sentono subito più calmi, ispirati e maggiormente in grado di concentrarsi.

Ancora di più se la passeggiata viene fatta in mezzo al verde. La natura è una potente fonte di meraviglia e stupore, in grado di generare esperienze immersive di crescita e resilienza.

Se non ci si può allontanare dalla scrivania, è possibile approfittare delle meraviglie che si trovano su internet. Anche i video possono suscitare stupore. O la musica, con cui creare una personale “playlist dello stupore”. O ancora, visitare siti che divulgano solo notizie positive.

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Come stimolare il senso di stupore in ambito lavorativo

Anche i gruppi di lavoro possono beneficiare dell’energia e della resilienza generate dal senso di meraviglia.

Un modo potrebbe essere quello di incoraggiare le persone del team a condividere le proprie playlist di stupore. Ancora, organizzare dei momenti in cui condividere le esperienze di bellezza e meraviglia.

L’energia positiva che rimane dopo ciascuno di questi eventi, assicurano gli autori, è evidente ed elevante. Tuttavia, ci sono anche dei passi falsi da non compiere e a cui prestare attenzione.

Per esempio, bisogna considerare che, dinanzi a uno stesso panorama, le reazioni delle persone possono essere anche molto diverse. Ciò che stupisce qualcuno, può terrorizzare qualcun altro. È necessario in questo caso conoscere bene il proprio team, per comprendere quali sono i limiti che non possono essere superati.

E non si deve mai dimenticare che la condivisione delle proprie esperienze di meraviglia non può sostituire la necessità di parlare apertamente delle sfide che si devono affrontare e del supporto di cui si ha bisogno.

Infine, non si deve confondere il timore reverenziale con l’intimidazione. Non si tratta di affermarsi come leader, ma di associare il senso di “piccolezza” dato dallo stupore a un’esperienza positiva che stimoli il senso di radicamento della squadra.

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Come tornare a meravigliarsi per vivere e lavorare meglio

di Giusy Ocello Tempo di lettura: 5 min
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