Cosa rende Oxford una delle migliori università al mondo?

Cosa rende Oxford una delle migliori università al mondo?

Oxford si aggiudica il quinto posto tra le migliori università al mondo. Ma cos'è che la rende così speciale? Un metodo di insegnamento unico, che scardina il sistema di trasmissione gerarchica del sapere.

Secondo il Center for World University Rankings (CWUR), l’unica classifica creata in ambito accademico sulla qualità dei migliori atenei del mondo,

Secondo il Center for World University Rankings (CWUR), l’unica classifica creata in ambito accademico sulla qualità dei migliori atenei del mondo, Oxford è la quinta migliore università del mondo, con un punteggio di 93,3 su 100. Al di là dei punteggi, di certo è tra i più noti e prestigiosi centri di alta formazione del mondo, grazie anche alla sua storia secolare.

Ma cosa rende Oxford… Oxford?

Una storia (quasi) millenaria

Oxford è senz’altro la più antica università del mondo di lingua inglese.

Non si conosce con esattezza la data della sua fondazione, tuttavia, secondo alcune fonti, già nel 1096, è presente in città una qualche forma di insegnamento. Ma è a partire dal 1197, anno in cui Enrico II vieta agli studenti inglesi di frequentare l’Università di Parigi, che l’ateneo inizia il suo periodo di fiorente ricchezza.

Da allora, diventa il fulcro di eventi pionieristici e importanti attività formative.

Nel 1188, per esempio, lo storico Gerald of Wales tiene una lettura pubblica per i professori di Oxford e, nel 1190, l’ateneo apre le porte ai legami accademici internazionali, accogliendo Emo di Friesland, il primo studente d’oltreoceano.

Nel 1201, l’Università è guidata da un magister scholarum Oxonie a cui, nel 1214, viene conferito il titolo di Rettore. È a partire dal 1241 che i master vengono riconosciuti come universitas o corporation.

Nel XIII secolo, le crescenti tensioni tra cittadini e studenti accelerano la nascita delle prime case per gli universitari, in modo da “allontanarli” dal centro abitato. A queste succedono i primi tra i più antichi College di Oxford, come University, Balliol e Merton, istituiti tra il 1249 e il 1264.

Dopo meno di un secolo, Oxford è già un’università rinomata e lodata da papi, re e uomini di cultura, grazie alla sua storia, longevità, dottrina e privilegi. Tra gli encomi più importanti, quello ricevuto da Edoardo III nel 1355, che evidenzia l’impegno di Oxford nell’insegnamento e i vari servizi resi allo Stato dai suoi laureati.

Grandi menti si formano tra le mura di Oxford. Come ad esempio i filosofi Thomas Hobbes e John Locke, l’economista Adam Smith, ma anche astronomi del calibro di Stephen Hawking ed Edmund Halley.

Non mancano nomi di rilievo della letteratura mondiale, come Oscar Wilde, Lewis Carroll, T.S. Eliot ma anche J.R.R. Tolkien e C.S. Lewis, che qui, da professori, vedono nascere la loro amicizia.

Successivamente, l’Università inglese si impreziosisce di nomi dello spettacolo come Emma Watson e Hugh Grant, ma anche di innovatori del calibro di Tim Berners-Lee, che diventerà il creatore del World Wide Web, e Reid Hoffman, co-fondatore di LinkedIn.

Nel tempo, Oxford forma anche diversi capi di Stato, come Indira Gandhi, Margaret Thatcher, Bill Clinton, Tony Blair. Ben 26 Primi ministri del Regno Unito completano i loro studi qui. 

Un luogo stimolante, dunque, dove si sono formate alcune delle menti più brillanti della storia, appartenenti a diverse discipline e campi di studio.

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Cosa rende Oxford così rinomata nel mondo?

Ciò che rende Oxford un Centro formativo d’eccellenza sono i tutorial. Si tratta di colloqui individuali tra singoli studenti, o piccolissimi gruppetti, composti da massimo tre persone, e il tutor, il professore.

I tutorial rappresentano una componente essenziale del sistema di insegnamento oxfordiano, soprattutto per gli studenti undergraduate delle facoltà umanistiche e di scienze sociali e costituiscono un elemento strutturale e logistico di Oxford. Si tratta di una struttura che non ha niente a che fare con la gerarchia dei processi di costruzione e trasmissione della conoscenza, così ampiamente diffusa. È un sistema che riflette le circostanze storiche della nascita dell’Università Oxford e che l’ha resa così unica ed eccellente nel panorama formativo mondiale.

Oxford è infatti strutturato in College. In ogni College può accedere solo un numero limitato di studenti, attentamente selezionati.

Sono questa questa esiguità numerica ed eccellenza di risorse umane che consentono l’instaurarsi di un rapporto unico, diretto e personale tra tutor e studenti.

Luca Castagnoli, Professore Associato di Filosofia Antica a Oxford, spiega a Business Insider Italia di cosa si tratta:

«L’incontro di solito avviene nello studio del tutor, in College. La funzione del tutorial è discutere in maniera approfondita un certo tema, problema o testo che lo studente ha studiato e sui cui ha scritto un essay, un breve saggio di 4 o 5 pagine, assegnato dal tutor nella settimana precedente insieme a una bibliografia di lavoro. Il lavoro scritto dallo studente viene sviscerato in dettaglio, e costituisce il punto di partenza per una discussione più ampia del tema della settimana».

L’incontro avviene settimanalmente, per almeno un’ora. Ogni studente partecipa ad almeno due tutorial ogni settimana, uno per ogni corso frequentato. Sedici in totale per ogni Semestre.

Il metodo dei tutorial non è l’unico sistema di insegnamento adoperato a Oxford: agli studenti viene raccomandato di frequentare anche le lezioni frontali e i seminari, ma gli incontri individuali restano il fulcro dell’attività oxfordiana, un’esperienza formativa fondamentale e obbligatoria.

Grazie a questo metodo, gli studenti sono in grado di sviluppare un pensiero critico, affinando le capacità di analisi degli argomenti trattati, oltre naturalmente a perfezionare lo stile di pensiero e di scrittura in un determinato ambito culturale.

Il confronto con il tutor o con gli altri compagni di corso permette lo sviluppo delle capacità dialettiche del singolo studente, ma anche una visione critica delle proprie capacità di apprendimento. Non solo lo studente può sviscerare con il tutor questioni rimaste poco chiare, ma può anche accorgersi della presenza di lacune nel proprio studio o punti di vista che non aveva considerato.

Si tratta di un processo di scambio che consente al tutor di comprendere i punti di forza, le debolezze e il carattere di ciascuno studente. Così, le lezioni diventano delle esperienze uniche, adattate alle necessità e al potenziale dello studente che il docente si trova dinanzi.

L’attività di tutorial è svolta non solo dai docenti, ma anche dagli studenti che sono almeno al secondo anno di dottorato. Il sistema così concepito diventa non solo una palestra di crescita professionale, personale e umana, ma anche uno spunto di riflessione sulla natura stessa dell’insegnamento e della ricerca.

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Cosa rende Oxford una delle migliori università al mondo?

di Gennaro Sannino Tempo di lettura: 4 min
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