Ecco come “Thriller” di Michael Jackson ha cambiato la storia (non solo della musica)

Ecco come “Thriller” di Michael Jackson ha cambiato la storia (non solo della musica)

Sono passati più di 35 anni dal successo di Thriller, l’album più venduto della storia. Ecco come un videoclip unico – immaginato dallo stesso Michael Jackson – ha permesso un tale successo planetario.

'Cause this is thriller Thriller night Queste semplici parole, cantate dalla voce inconfondibile di Michael Jackson, sono irresistibili per tanti:

‘Cause this is thriller
Thriller night

Queste semplici parole, cantate dalla voce inconfondibile di Michael Jackson, sono irresistibili per tanti: inevitabile tentare almeno qualche passo del balletto che il Re del Pop ha imbastito con zombie e mostri di vario tipo nel 1983.

Difficile credere, visto l’incredibile appeal che ancora oggi quel pezzo ha, che la canzone abbia più di 35 anni. Un brano che ha rivoluzionato completamente il modo in cui intendiamo l’industria musicale, lanciando definitivamente la moda dei video delle canzoni. Una canzone che ha trainato il lancio di un album che ancora oggi è il più venduto di sempre.

Scopriamo alcuni dei ‘numeri’ legati al disco e i retroscena del videoclip che l’ha scolpito nella storia della musica.

36 anni di successo

È il 30 novembre 1982: Michael Jackson lancia il suo più grande successo discografico. L’album si chiama “Thriller” e diventerà presto il disco più venduto della storia della musica. Solo negli Stati Uniti, a oggi, ha venduto 33 milioni di copie (e non sembra fermarsi). Un Greatest Hits degli Eagles ha di recente superato l’album di Jackson per quanto riguarda il solo mercato americano, ma “Thriller” ha venduto almeno 66 milioni di copie a livello globale secondo il Guinness World Record. Altre fonti parlano invece di più di 100 milioni di copie.

Difficilmente un altro album riuscirà a fare di meglio. Questo perché il formato stesso dell’album è in profonda crisi, a causa del mercato discografico digitale, che ormai risulta preponderante.

Lo streaming è oggi il mezzo preferito per ascoltare musica, con servizi come Spotify e Apple Music. Gli album invece sono venduti sempre meno. Nel 2017, il calo delle vendite negli Stati Uniti è stato del 18 per cento, con circa 169 milioni di copie (dati: Nielsen). Oggi è Taylor Swift a dominare le classifiche di vendita di dischi, ma anche nei casi migliori non supera i due milioni di copie vendute.

Il paragone è impietoso con i grandi successi del Re del Pop. Da “Thriller”, secondo Forbes, Jackson ha guadagnato 134 milioni di dollari, per un totale di circa 1,1 miliardi incassati nel corso di tutta la sua carriera. A cinque anni dalla sua morte, avvenuta all’improvviso nel 2009, gli eredi di Jackson avevano già accumulato 700 milioni di dollari.

Un successo strepitoso, dovuto ovviamente alle sue straordinarie doti canore e da ballerino, ma anche da una mentalità fuori dal comune. Ancora nel 2005, l’artista dichiara in un’intervista:

«Cerco di non pensare troppo al successo. Non voglio che il mio subconscio pensi di essere arrivato, che si dica: “Okay, va bene così”. No. Ecco perché non espongo mai premi o trofei in casa. Non troverai dischi d’oro a casa mia, perché mi farebbero sentire come se avessi realizzato tutto. Io voglio sentire sempre che c’è ancora qualche traguardo da raggiungere».

LEGGI ANCHE: Abbracciare il rischio per raggiungere il successo: la storia dietro “Happy”

La storia dietro il videoclip che ha fatto la storia

Oltre che per la musica di Jackson, mai così trascinante, a decretare il successo di “Thriller” è stato un videoclip con pochi eguali nella storia.

È un periodo durante il quale la radio non assicura più gli ascolti di massa di un tempo: dalle poche frequenze AM, si passa all’FM, molto più variegato. In quegli anni, i giovani (e non solo) preferiscono emittenti meno popolari, ma che trasmettono solo lo specifico genere che amano. In pratica, non esiste più la radio di massa che lancia i fenomeni pop del momento.

La casa discografica CBS Records, che ha sotto contratto il Re del Pop, teme che questo impedirà a Jackson di ripetere il precedente successo di “Off The Wall”, pubblicato nel 1979: è il momento di trovare nuovi canali di diffusione della musica.

Tra questi, c’è la nascente MTV, lanciata poco prima dell’uscita di Thriller, nell’agosto del 1981.

Per il video di Thriller, Michael Jackson vuole fare le cose in grande. Colpito dal successo di Un lupo mannaro americano a Londra, film che si aggiudica l’anno prima il premo Oscar per il miglior trucco proprio per il suo lupo mannaro, il cantante contatta il regista della pellicola, John Landis. Lo racconta lo stesso Landis al Guardian:

«La prima volta che Michael Jackson mi chiamò, erano circa le due di mattina a Londra, e io stavo dormendo. Mi disse che aveva molto ammirato il mio film e mi chiese se era possibile dirigere un video in cui lui dovesse “trasformarsi in un mostro”. Gli ho spiegato che a Londra c’era un fuso orario di otto ore più avanti rispetto a Los Angeles. Gli ho detto che l’avrei chiamato di lì a un paio di settimane, quando sarei tornato a LA. E tornai a dormire».

Landis e Jackson si sentono ancora al telefono; il cantante gli spiega che vuole trasformarsi in una bestia a quattro zampe, proprio come succede al protagonista di Un lupo mannaro americano. Ma in realtà, i due si rendono presto conto che per ballare è meglio un mostro a “due gambe”. Alla fine, si accordano per una sorta di “gatto mannaro”, un personaggio più elegante. È a Jackson, racconta ancora Landis, che viene in mente l’idea degli zombie.

I due hanno in mente idee grandiose: vogliono realizzare una sorta di film breve, da proiettare nelle sale. Ma la casa discografica dice di no: è passato già un anno dall’uscita dell’album, è stato al primo posto in tutte le classifiche di vendita da allora, e dalla CBS sono quindi convinti che abbia raggiunto il suo picco. Non vale la pena investire ancora soldi in un album da cui hanno già tratto tutto il possibile (credono).

Jackson si offre allora di pagare per il video, ma in ogni caso non possono produrre più di un making of di 45 minuti e un videoclip di circa 15 minuti.

Sono tanti i dettagli che hanno reso il video di Thriller un capolavoro immortale. A partire dalla lunghezza: 15 minuti lo rendono praticamente un cortometraggio, il più lungo mai realizzato all’epoca (ci penserà poi Pharrell Williams a battere tutti i record con il suo videoclip da 24 ore per Happy).

Il video è costato mezzo milione di dollari, un altro record per l’epoca. Oltre agli zombie, un’altra icona di Thriller è la giacchetta di pelle rossa che indossa Michael Jackson: la designer è Deborah Nadoolman, la moglie del regista Landis, la creatrice di un’altra giacca di pelle iconica, quella di Indiana Jones.

Ma l’appeal del video è sicuramente dovuto principalmente al ballo che Jackson e i compagni-zombie mettono in scena. I passi sono ideati dal coreografo Michael Peters, che ha già lavorato con Jackson sulla musica di “Beat it”.

Ancora nel 2009, ben 13.597 persone si sono riunite a Mexico City per ballare sulle note di Thriller: un altro record da mettere in conto alla canzone più famosa della storia.

C’è poi un elemento “esistenziale” nel video clip che l’ha reso così attraente per miliardi di giovani nel mondo. L’estetica della trasformazione in mostro è una metafora potente dei cambiamenti che gli adolescenti avvertono nel proprio corpo con la pubertà.

Come ha spiegato ancora Landis:

«Durante l’adolescenza, i giovani vedono spuntare peli in posti inaspettati, mentre parti del loro corpo crescono e si gonfiano. Tutti fanno esperienza di queste trasformazioni fisiche, così come di pensieri nuovi, poco familiari, legati al sesso. Non è un mistero, quindi, se accettiamo prontamente il concetto di una metamorfosi reale».

In definitiva, possiamo dire che nel mondo della musica c’è stato un prima e dopo Thriller. Il videoclip ha alterato definitivamente il mondo dell’industria dell’intrattenimento: se fino a quel momento la musica era preponderante, da lì in poi il video è forse diventato importante quanto (se non di più) le canzoni.

Prima di Michael Jackson, la musica è il canale principale di disseminazione culturale tra i giovani. Dopo Michael Jackson, le note sono diventate quasi un mero accompagnamento a uno spettacolo visivo, che si fonda principalmente sulla danza.

LEGGI ANCHE: La pubblicità che ha cambiato per sempre il modo di fare pubblicità

COMMENTS

WORDPRESS: 0
DISQUS: 0

Ecco come “Thriller” di Michael Jackson ha cambiato la storia (non solo della musica)

di Giancarlo Donadio Tempo di lettura: 5 min
0