Ecco le nuove professioni green: quasi 500mila nuovi posti di lavoro nei prossimi anni

Ecco le nuove professioni green: quasi 500mila nuovi posti di lavoro nei prossimi anni

In un nuovo libro sull’economia circolare, Luciano Canova e Fabrizio Iaconetti illustrano alcune delle nuove professioni green che saranno sempre più richieste nel prossimo futuro. Scopriamole.

Dal Green Deal europeo ai progetti del Recovery Fund, che destinano il 37 per cento delle risorse a disposizione proprio all’economia attenta all’amb

Dal Green Deal europeo ai progetti del Recovery Fund, che destinano il 37 per cento delle risorse a disposizione proprio all’economia attenta all’ambiente, il tema della crescita sostenibile si pone sempre più al centro dell’agenda di istituzioni e imprese.

Si moltiplicano allora le offerte di lavoro per i nuovi professionisti green: sarebbero quasi mezzo milione le richieste, nei prossimi anni, secondo il libro di due esperti, che elencano anche alcune delle posizioni più richieste.

Economia circolare: il libro

Il volume si intitola “Tutto ruota. Viaggio nel mondo dell’economia circolare”, scritto da Luciano Canova, economista e divulgatore scientifico, e Fabrizio Iaconetti, esperto di innovazione e cambiamento organizzativo.

Per economia circolare, intendiamo – usando le parole dell’Unione Europea – quel “modello di produzione e consumo che implica condivisione, prestito, riutilizzo, riparazione, ricondizionamento e riciclo dei materiali e prodotti esistenti il più a lungo possibile”. In quest’ottica, i cicli di produzione non producono (o quasi) rifiuti, ma ogni scarto viene reimmesso sul mercato, dando vita a nuovi progetti.

È evidente quindi l’impronta green di tale approccio. Ma quali sono le nuove professioni legate a questo modello economico?

Come spiega Iaconetti in un’intervista, “siamo di fronte a una clamorosa opportunità per il prossimo futuro. Sanità, digital e sostenibilità sono i grandi volani dell’occupazione nel prossimo futuro. Tutte le professioni green sono in forte crescita, così come le startup e new companies legate alla sostenibilità”.

Anche la moda, sempre di più sceglie modelli di ecosostenibilità, soprattutto sulla scia delle richieste dei consumatori:

«Il mondo della moda – prosegue l’esperto – sta scoprendo proprio adesso la bio ingegneria, così come la chimica legata al tessile per trattare le materie prime nel rispetto dell’ambiente».

Per Iaconetti, nei prossimi anni assisteremo a una crescita esponenziale di queste e altre posizioni lavorative green, da parte delle aziende di, virtualmente, ogni settore. Come conclude l’autore, infatti, “fra  il 2022 e il 2023 serviranno almeno 480mila professionisti green. Ogni cinque nuovi posti di lavoro, uno sarà proprio in aziende che hanno fatto della sostenibilità il proprio business principale”.

Le nuove professioni green

Oltre alle professioni già citate, i due autori dichiarano che nei prossimi due o tre anni avremo bisogno di tanti altri “nuovi” professionisti green. Eccone un elenco non esaustivo, secondo la descrizione del Rapporto GreenItaly 2018:

  • Programmatore agricolo della filiera corta: per filiera corta, si intende l’eliminazione di tutte (o quasi) le intermediazioni commerciali tra il produttore e il consumatore. Nel caso dell’agricoltura, dunque, si parla di un approccio “dall’agricoltore al consumatore”. Oggi in Italia, tra il 5 e il 6 per cento circa del consumo di prodotti agroalimentari arriva da una filiera corta. In quest’ambito, il programmatore agricolo pianifica e programma i processi produttivi a seconda della domanda locale, delle tradizioni enogastronomiche e della stagionalità delle coltivazioni, il tutto nel rispetto dell’ambiente. Si occupa anche di marketing, soprattutto nella distribuzione dei prodotti nei mercati rionali, nelle reti di acquisto e così via. Non esistono al momento percorsi di studio specifici per questa figura, ma le Scienze Agrarie di livello universitario possono costituire una buona alternativa.
  • Meccatronico green. La meccatronica è quella disciplina che combina competenze da meccanico ed elettrauto: una definizione che diventerà “obbligatoria” entro il 2023, quando chiunque abbia attività di autoriparazione dovrà necessariamente avere un’abilitazione da meccatronico. Nella sostanza, questa figura può diagnosticare e riparare guasti e malfunzionamenti di natura meccanica, elettrica ed elettronica, intervenendo sempre più anche sui veicoli elettrici o comunque con combustibili rinnovabili (da qui la qualifica di green).
  • Meccanico industriale green. Da non confondere con il meccatronico – che opera nell’ambito automotive – il meccanico industriale è addetto all’installazione dei macchinari industriali di più recente costruzione e quindi più attenti all’ambiente. Tra i suoi compiti, anche il collaudo, la verifica e la certificazione ambientale degli stessi sistemi industriali.
  • Installatore di reti elettriche a migliore efficienza. La crescita di impianti a energia rinnovabile diffusi sul territorio rende essenziale la creazione di una Rete Elettrica sempre più smart, in grado di gestire i picchi e i cali di produzione inevitabili. L’installatore di reti elettriche, allora, è capace di migliorare l’efficienza degli impianti a energie rinnovabili, oltre a conoscere le norme di riferimento, in particolare quelle legate alla sicurezza.
  • Manovale esperto di calcestruzzi green. Con l’Ecobonus 110, sempre di più si dà valore all’edilizia sostenibile dal punto di vista ambientale. Sotto questa spinta, nasce il manovale esperto di calcestruzzi green, che utilizza cementi che imprigionano la CO2, attraverso processi che richiedono modalità e tempi di posa particolari.
  • Promotore edile di materiali sostenibili. Figura complementare al manovale, il promotore può lavorare all’interno di un’impresa edile suggerendo e/o scegliendo i materiali green più adatti. Può anche operare come rappresentante delle imprese produttrici degli stessi materiali.
  • Installatore di impianti di condizionamento a basso impatto ambientale. Ancora con riferimento alle materie oggetto dell’Ecobonus, l’installatore e il manutentore di impianti di riscaldamento e raffrescamento (caldaie, caminetti, sistemi geotermici, condizionatori d’aria, impianti fotovoltaici e termici, pompe di calore, etc.) ha bisogno di una particolare formazione/qualificazione, anche in ottica green.
  • Risk manager ambientale. Questa figura manageriale procede a una sorta di analisi SWOT dell’impatto ambientale di un’azienda, individuando rischi e opportunità. È a conoscenza delle norme italiane e comunitarie del settore, garantendone il rispetto in azienda, oltre che concentrarsi su conoscenze tecniche e scientifiche.
  • Sustainability Manager. Il compito di questa figura manageriale è di definire e gestire politiche aziendali che perseguano obiettivi di Sostenibilità, senza pregiudicare e anzi favorendo lo sviluppo dell’azienda. Può anche occuparsi dell’insieme di tematiche relative alle cosiddette ESG, ovvero Environmental, Social e Governance, coinvolgendo anche altri attori esterni all’impresa, come istituzioni e realtà territoriali.
  • Esperto nella gestione dell’energia o ingegnere energetico. Questa figura ingegneristica (e che quindi deve essere iscritta all’albo) è trasversale: può operare nei settori industriale, civile, agricolo e dei trasporti. Il suo ruolo è di progettare e gestire i diversi impianti per efficientare il consumo di energia e materie prime. Può anche aspirare a diventare Ege, ovvero Esperto in gestione dell’energia, figura inquadrata nella norma ISO 50001, che rilascia i TEE, i Titoli di Efficienza Energetica.
  • Educatore ambientale per l’infanzia. L’educatore ambientale ha competenze trasversali. Generalmente laureato in materie umanistiche, ha competenze in pedagogia, formazione e anche scienze naturali, che gli conferiscono una solida base scientifica, oltre alla conoscenza del territorio in cui opera.
  • Responsabile del riciclaggio dei tessuti. Con riferimento al mondo della moda, oltre alle citate professioni del bioingegnere e del chimico tessile, troviamo la specifica figura del responsabile del riciclaggio dei tessuti, che può lavorare sia nei brand del fashion, sia nelle aziende che si occupano esclusivamente di riciclo.

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Ecco le nuove professioni green: quasi 500mila nuovi posti di lavoro nei prossimi anni

di Giancarlo Donadio Tempo di lettura: 5 min
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