Gaming, Cyberpunk 2077: un successo annunciato (trasformato in disastro)

Gaming, Cyberpunk 2077: un successo annunciato (trasformato in disastro)

Prima del lancio di Cyberpunk 2077, le azioni di CD Projekt sono cresciute del 50%. Dopo il lancio, sono crollate rapidamente a -40%. Cos’è andato storto?

Il videogioco Cyberpunk 2077 della popolare software house polacca CD Projekt Red (CDPR) era probabilmente il titolo più atteso di quest’anno. Ampiam

Il videogioco Cyberpunk 2077 della popolare software house polacca CD Projekt Red (CDPR) era probabilmente il titolo più atteso di quest’anno. Ampiamente anticipato e in fase di sviluppo da otto anni, le campagne di marketing ne avevano alimentato l’hype, rendendo ricchi i fondatori dell’azienda, ancor prima che il gioco fosse pubblicato.

Poi il giorno del lancio tanto atteso è arrivato ed è lì che sono iniziati i problemi, scatenando la rabbia dei videogiocatori di mezzo mondo.

Che cos’è Cyberpunk 2077

Come annuncia già il titolo, Cyberpunk 2077 è ambientato nel futuro. Gli Stati Uniti sono appena usciti da una guerra civile che ha distrutto il Paese e sono ora le grandi corporation a cercare di controllarlo. Nel frattempo, la tecnologia ha continuato a fare progressi, rendendo gli esseri umani una sorta di ibridi con le macchine, scambiando parti del corpo o persino sostituendo l’intero organismo, per sopravvivere almeno un giorno in più.

Il titolo si basa sul gioco da tavolo Cyberpunk 2013, uscito nel 1988, poi rinominato Cyberpunk 2020 nelle successive edizioni, i cui aspetti caratteristici oggi sono richiamati nel gioco di CD Projekt: futuro distopico, ribellione al sistema, tecnologia pervasiva, nella sua doppia connotazione di progresso e minaccia.

«Oltre alla meraviglia – ha raccontato a Forbes Mateusz Tomaszkievicz, quest director del gioco – il progresso ha sempre portato con sé la paura. Quando sentiamo delle ultime scoperte tecnologiche è difficile non pensare alle conseguenze impreviste cui potrebbero portare — ecco dove inizia la finzione, inventando storie riguardo le diverse possibilità del nostro futuro».

Il protagonista del videogame è V, un personaggio che ciascun giocatore può personalizzare, che ha un “biochip” infettato nel proprio cervello: quel malware prende le forme e la voce di Keanu Reeves, che interpreta il personaggio di Johnny Silverhand.

Si tratta di un gioco open world, dove cioè il giocatore è libero di esplorare le lande sconfinate di Night City, una mega città dal sapore distopico, che ricorda scenari da Blade Runner, senza seguire una traiettoria definita a priori e dove il giocatore può sentirsi libero di adottare diversi gameplay, dall’azione stealth, ovvero in incognito, senza farsi scoprire, al combattimento continuo, corpo a corpo.

Il videogioco ha già da diversi anni acceso le aspettative, l’hype, dei gamer di tutto il mondo. I primi lavori sul titolo sono stati infatti annunciati nel 2012 e un primo teaser è stato pubblicato l’anno successivo, ricevendo milioni di visualizzazioni. L’attesa è cresciuta notevolmente anche grazie al successo di altri titoli di CD Projekt come The Witcher 3: Wild Hunt, uscito nel 2015, e l’annuncio della partecipazione di Reeves al titolo.

Malgrado l’attesa spasmodica, il videogioco sembrava non dovesse arrivare mai: l’uscita è stata annunciata tre volte e altrettante volte è stata rimandata, facendo aumentare il malumore dei fan.

Da qui anche l’accelerazione sullo sviluppo negli ultimi mesi, che ha portato sì finalmente all’uscita il 10 dicembre, ma anche a tutta una serie di bug e problemi che hanno scatenato polemiche da parte di milioni di gamer, al crollo in Borsa delle azioni della casa di produzione e alla misura estrema del ritiro del gioco su alcune piattaforme. Un fallimento ammesso dalla stessa CDPR:

«Abbiamo sottostimato – scrivono dall’azienda in un comunicato – le dimensioni e la complessità dei problemi, abbiamo ignorato i segnali relativi alla necessità di altro tempo per rifinire il gioco nelle console last-gen base. È stato l’approccio sbagliato e va contro la nostra filosofia di business».

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Successo o fallimento?

Date le premesse, Cyberpunk 2077 doveva essere un successo. E in fase di pre-lancio lo è stato: ancora prima della data di pubblicazione ufficiale, il 10 dicembre, il titolo ha superato gli otto milioni di prenotazioni. Per fare un confronto, un altro videogioco annunciatissimo come il remake di Final Fantasy VII, tra i titoli in lizza per la competizione Game of the Year, ha venduto 3,5 milioni di copie nel giorno della pubblicazione e 5 milioni in totale.

Il totale degli incassi dal pre-lancio, secondo l’analista Daniel Ahmad, è stato di 500 milioni di dollari per CDPR. Considerando che i tre quarti degli ordini sono arrivati in formato digitale, su cui l’azienda ricava un margine maggiore, è assai probabile che l’investimento si sia già ripagato, se consideriamo che i costi per lo sviluppo sarebbero intorno ai 135 milioni.

Prima ancora di uscire, quindi, l’impresa Cyberpunk 2077 sembrava destinata al successo, come dimostrato anche dal favore in Borsa del titolo: le azioni di CD Projekt sono infatti aumentate di più del 50 per cento durante il 2020, rendendo miliardari i cofondatori dell’azienda Marcin Iwinsk e Michał Kiciński (che non fa più parte della società dal 2013, ma conserva una percentuale di circa il 10 per cento delle azioni).

Ma il successo pare essersi già trasformato in un incubo, come accennato.

Il giorno del lancio, infatti, sono emersi tutti i problemi del videogioco, soprattutto su Playstation e Xbox non di ultima generazione. Già nei giorni del 12 e del 14 dicembre, tra gli hashtag in trending topic su Twitter c’era #cyberbug2077, che storpia il nome del titolo sostituendo a punk il bug.

I problemi principali? Il gioco non è fluido, all’improvviso si trovano per strada centinaia di cadaveri di cittadini qualunque, apparentemente caduti senza alcuna ragione dai tetti, sigarette fluttuanti, auto che attraversano le pareti, nemici invincibili e numerosi errori simili.

Già l’11 dicembre, le azioni di CD Projekt erano crollate del 28 per cento e il valore scenderà fino a -40 per cento nelle settimane successive, facendo perdere 5 miliardi di dollari nella valutazione dell’azienda, mangiandosi così parte della fortuna creata per Iwinsk e Kiciński.

Al disastro dei bug, si è aggiunta una politica poco chiara per quanto riguarda i resi, a quel punto richiesti da milioni di videogiocatori. Inizialmente, infatti CD Projekt aveva annunciato che i consumatori non soddisfatti avrebbero potuto restituire Cyberpunk 2077, ma in realtà sia Microsoft che Sony – le case di produzione di XBox e PlayStation, dove sono stati riscontrati i problemi maggiori – hanno politiche di reso più stringenti. Su Sony, per esempio, chi ha già scaricato e avviato il gioco comprato in formato digitale, non può ricevere un rimborso. Allo stesso tempo, per l’acquisto delle copie fisiche, ogni negozio segue politiche diverse. Per cui, CD Projekt non poteva in autonomia promettere dei rimborsi su piattaforme partner, aumentando la rabbia dei giocatori.

Successivamente, sia Sony che Microsoft hanno annunciato l’allargamento delle possibilità di rimborso. PlayStation è arrivata al punto di ritirare completamente il gioco dal suo store, almeno fin quando i problemi del gioco non siano risolti.

Secondo il New York Times, i guai per CD Projekt potrebbero non finire qui: alcuni avvocati e investitori polacchi, infatti, stanno meditando la possibilità di condurre una class action contro l’azienda, per via di “false rappresentazioni” delle reali possibilità del videogioco, “in modo da ricavarne benefici finanziari”.

Dietro il fallimento di Cyberpunk, si nasconde anche un ambiente di lavoro, in cui spesso agli sviluppatori sono richiesti turni massacranti per riuscire a rispettare le scadenze: è il cosiddetto crunch, periodo durante il quale la pressione sale alle stelle per pubblicare in tempo un nuovo videogioco.

Malgrado le promesse di rispettare i diritti dei lavoratori, CD Projekt aveva annunciato a settembre che tutti i suoi dipendenti avrebbero obbligatoriamente lavorato sei giorni su sette a Cyberpunk 2077, in tempo per l’uscita del titolo (allora ancora annunciata per novembre).

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Gaming, Cyberpunk 2077: un successo annunciato (trasformato in disastro)

di Gennaro Sannino Tempo di lettura: 5 min
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