Gaming, si avvia al declino il fenomeno Fortnite?

Gaming, si avvia al declino il fenomeno Fortnite?

Quanto durerà il fenomeno Fortnite? Il videogioco online più famoso al mondo negli ultimi tre anni ha alcuni problemi che potrebbero causarne il lento declino.

Fortnite è in crisi? È difficile dirlo quando un videogioco ha 350 milioni di utenti ed è stato il primo per revenue nel 2019. Malgrado la passione

Fortnite è in crisi? È difficile dirlo quando un videogioco ha 350 milioni di utenti ed è stato il primo per revenue nel 2019. Malgrado la passione dei fan sembri essersi rinnovata durante il lockdown, esistono degli elementi di crisi nella punta di diamante di Epic Games.

Che cos’è Fortnite e come guadagna

Facciamo un passo indietro. Fortnite è un videogioco online sviluppato da Epic Games e pubblicato nel 2017, che prevede tre modalità di gioco. “Salva il mondo”, in cui fino a quattro giocatori si riuniscono in squadra per combattere i non morti. “Battle Royale”, il più popolare dei tre, in cui fino a cento player combattono tra di loro: vince l’ultimo giocatore che resta vivo. “Creativa”, in cui i gamer possono liberamente costruire luoghi e arene di combattimento. Il gioco è disponibile su PC e le principali console (PlayStation 4 e Xbox One), mentre il rapporto con iOs e Android si interrotto quest’anno, come vedremo più avanti.

Il gioco è gratuito, ma nonostante questo è una macchina di incassi: secondo le stime di SuperData, a febbraio 2020 Fortnite è il quarto videogioco per console per incassi. Ma come fa a guadagnare un gioco gratuito? Grazie alle innumerevoli micro-transazioni che avvengono sulla piattaforma. I giocatori possono infatti acquistare particolari personalizzazioni (abbigliamento e skin), oppure scambiando dollari per “V-Bucks”, la moneta corrente all’interno del gioco, da utilizzare per fare acquisti nel mondo virtuale.

La maggior parte delle revenue arriva però dal “Pass Battaglia”, una sottoscrizione a pagamento per avere accesso esclusivo agli ultimi aggiornamenti di Fortnite, come nuove mappe e caratteristiche dei personaggi.

Epic Games, dalla nascita al successo di Fortnite

Fortnite è il titolo di maggior successo di Epic Games, software house che ha pubblicato altri titoli popolari, ma è nota soprattutto per il suo Unreal Engine, motore grafico, il software che permette di costruire un videogioco.

Epic Games è stata fondata da Tim Sweeney, fondatore e Ceo dell’azienda, che ha iniziato a imparare a programmare dall’età di 11 anni. Tutto comincia per lui quando visita suo fratello maggiore nella startup per cui lavora a San Diego, in California: il fratello ha un computer IBM e insegna al fratellino le basi dello sviluppo software. Il fratello lo aiuterà ancora di più regalandogli un Apple II Plus, che Sweeney inizia a usare per sviluppare videogiochi.

Il programmatore in erba s’iscriverà poi alla University of Maryland, ma la mollerà per seguire la sua passione, dal garage dei suoi genitori. Il primo gioco che sviluppa è ZZT, mentre chiama l’azienda Potomac Computer Systems, che diventerà poi Epic MegaGames e infine Epic Games nel 1991, quando Sweeney ha 21 anni. ZZT va abbastanza bene per un videogioco indipendente e i primi incassi gli permettono di lasciare casa dei genitori e avviare una vera azienda. La svolta cruciale arriva nel 1998 quando il primo sparatutto di Epic Games, chiamato “Unreal”, usa per la prima volta il citato Unreal Engine. Sweeney capisce che può guadagnare di più offrendo il programma, invece di creare solo nuovi giochi (cosa che comunque continuerà a fare). Inizialmente l’Unreal Engine viene venduto a pagamento, ma dal 2015 sarà messo a disposizione gratuitamente, in cambio però di una fetta degli incassi dei giochi sviluppati con il software.

Da Epic Games e dall’Unreal Engine nasceranno grandi successi come Gears of War e, appunto, Fortnite, sui cui però Sweeney dichiara di non aver contribuito: il suo sviluppo è un lavoro della squadra, ci tiene sempre a precisare.

Le prime notizie dello sviluppo di Fortnite arrivano nel 2011, durante gli Spike Video Game Awards, dove vengono mostrate le prime immagini del nuovo videogioco. Il gioco è descritto qui come “un mondo dove esplori, cerchi oggetti, costruisci e, in definitiva, sopravvivi”.

La prima data prevista per il lancio definitivo è il 2013, sul nuovo Unreal Engine (la versione numero 4). Bisognerà aspettare ancora due anni per la beta, a cui saranno invitati in esclusiva 50mila giocatori, che hanno poi fornito feedback per migliorare il gioco. La versione definitiva per il grande pubblico arriva nel 2017 ed è subito un successo: l’anno dopo è già il gioco più giocato al mondo, con incassi di 2,4 miliardi di dollari in un anno.

Leggi anche: Gaming: 10 mln di persone hanno “assistito” a un concerto dentro Fortnite

Fortnite in parabola discendente?

Ma il successo di Fortnite è destinato a durare? E per quanto ancora? Negli ultimi tempi si sono moltiplicate le notizie di un declino del videogioco, dovuto a diverse ragioni. I primi scricchiolii arrivano già nel 2019, quando la crescita del gioco ha cominciato a rallentare. Pur incassando 1,8 miliardi di revenue, il dato è in discesa del 25 per cento rispetto al record dell’anno precedente. A dicembre 2019, Fortnite esce dalla top 10 dei giochi per PC per revenue e si piazza “solo” sesto tra quelli per console (l’anno prima era stato rispettivamente terzo e primo nelle due classifiche). Anche gli “spettatori” sono diminuiti: chi segue il mondo del gaming sa che si è creata negli anni una community di spettatori che segue i migliori videogiocatori al mondo, su piattaforme di streaming come Twitch. Fortnite è stato il gioco più visto sulla piattaforma nel 2018, con 1,3 miliardi di ore di visualizzazioni, ma ha registrato un calo del 22 per cento l’anno successivo.

Pur crescendo, anche il numero di giocatori sembra rallentare:

Secondo questo grafico di Statista, da dicembre 2017 a novembre 2018, in meno di un anno, il gioco ha guadagnato 170 milioni di utenti. Tra marzo 2019 e maggio 2020, poco più di un anno, la crescita è stata invece di 100 milioni di utenti. E bisogna aggiungere che il dato è certamente condizionato dal lockdown, durante il quale si è assistito a un vero e proprio boom per il settore (come dimostrano i dati di Bloomberg). Una buona notizia per Epic Games c’è: da gennaio ad agosto, il numero di spettatori su Twitch per Fortnite è tornato a crescere, a un tasso del 102 per cento. E, sempre in pieno lockdown, le revenue del solo mese di aprile dovrebbero essere di 400 milioni di dollari (ma si tratta di un’indiscrezione non confermata).

Leggi anche: Gamer o influencer? Chi sono e come guadagnano i 10 videogiocatori più ricchi

Ma a minare il successo del gioco potrebbe essere la mossa di Sweeney sui pagamenti via smartphone, che ha portato al bando del gioco dagli store Apple e Google. Cos’è successo? In sostanza, a metà agosto, il CEO di Epic Games ha deciso di dirottare tutti i pagamenti per il gioco sul proprio sistema di pagamento, tagliando in questo modo le fee per iOs e Android. Apple e Google hanno reagito rimuovendo il gioco dai propri store (secondo indiscrezioni BBC, potrebbe a breve tornare su Apple attraverso il nuovo servizio cloud di NVidia).

La scelta di Sweeney è anche in qualche modo politica, dal momento che lo sviluppatore da anni chiama i due colossi americani “monopoli”.

Con questa scelta, improvvisamente milioni di utenti si sono ritrovati senza Fortnite e le revenue di Epic sono crollate su mobile:

A tutti questi fattori, si aggiunge lo scontento di alcuni videogiocatori, raccontato da Super Jump: armi troppo potenti, che hanno tolto il gusto della competizione; oggetti a pagamento pubblicizzati come “a tempo limitato”, che poi sono ritornati negli store pochi mesi dopo; l’aggiunta di variazioni al gioco che non hanno soddisfatto (e anzi in alcuni casi annoiato) i fan. Tutti elementi che potrebbero nel tempo finire per ridurre l’appeal del gioco.

Di certo Fortnite non è morto e resta ancora una macchina da soldi, ma Sweeney e soci riusciranno ancora a lungo a tener testa alla concorrenza?

COMMENTS

WORDPRESS: 0
DISQUS: 0

Gaming, si avvia al declino il fenomeno Fortnite?

di Gennaro Sannino Tempo di lettura: 5 min
0