Il coworking del futuro? Si fa nelle cabine telefoniche

Il coworking del futuro? Si fa nelle cabine telefoniche

Alzi la mano chi non conosce le mitiche cabine telefoniche rosse britanniche, vero e proprio simbolo dello stile britannico. Anche se sono considerati

Alzi la mano chi non conosce le mitiche cabine telefoniche rosse britanniche, vero e proprio simbolo dello stile britannico. Anche se sono considerati ancora degli oggetti di culto, l’avvento di smartphone e delle nuove tecnologie ne ha però provocato il lento declino. Ma, come postulava Lavoisier, nel mondo fisico nulla si distrugge, tutto si trasforma. E tutte quelle cabine telefoniche britanniche che tutti pensavano ormai in disuso, finiranno per diventare ancora una volta fonte di business. Se il progetto funzionerà, ovvio.

La società Bar Works, che ha già sperimentato servizi di coworking alternativi a New York, Leeds ed Edimburgo, ha infatti pensato di trasformare le cabine in alternative postazioni di coworking, che prenderanno il nome di Pod Works. L’idea è quella di fornire uno spazio attrezzato a professionisti, giornalisti, studenti e semplici cittadini, dotato di tutti i comfort e servizi, per collegarsi a Internet, leggere e inviare e-mail, prepararsi per una presentazione importante, etc.

«Immagino che possano servire a tutti quelli che hanno bisogno di concentrarsi prima di un incontro di lavoro o che, semplicemente, desiderino avere una certa privacy nel momento in cui controllano la mail o che devono scrivere un articolo dopo un evento» afferma Jonathan Black, CEO di Bar Works, a CoExist.

3059943-inline-i-1-these-classic-london-phone-booths-are-turning-into-micro-officesLe cabine telefoniche saranno dotate di stampante e scanner, prese di corrente, Wi-Fi, un monitor da 25 pollici, caffè e tè gratis. Tutti i comfort, insomma, per un servizio che darà accesso a più di 20 cabine dislocate in tutta la città.

Pagando un prezzo di 19,99 sterline (circa 25€) al mese, sarà possibile affittare ognuno dei Pod Work disponibili, per un periodo limitato di circa un’ora. A causa delle ristrette dimensioni delle cabine, e per garantire la fruibilità del servizio a quante più persone possibili, un segnale di avviso allerterà gli utenti dello scadere del tempo.

Black si è reso conto delle grosse potenzialità che queste vecchie cabine potevano avere, soprattutto grazie alla loro dislocazione.

«Sono tantissime le cabine telefoniche non utilizzate oggi nel Regno Unito, in particolare a Londra» ha affermato. «E sono tutte disposte in posizione strategica: nei punti nevralgici della città, vicino ai principali mezzi di trasporto, alle aree commerciali».

Molte di queste vecchie strutture, diventate nel tempo vere e proprie icone di Londra, sono state coperte dai graffiti e cadute in stato di abbandono. La bellezza del progetto, dunque, non risiede solo nella sua utilità, ma anche nella possibilità di salvare uno dei design più conosciuti e caratteristici dello stile british.

Attualmente, Black è riuscito a ottenere l’autorizzazione per l’installazione di 23 Pod Works a Londra, ma l’idea è di espandersi in tutta la città e, perché no, in tutto il Regno Unito. I primi mini-uffici di coworking dovrebbero essere pronti entro questa estate.

Uno degli ostacoli principali alla diffusione di questi spazi è la sicurezza: ancora non è chiaro, infatti, quali sistemi di protezione saranno messi in atto per evitare che le cabine siano oggetto di atti di vandalismo.

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Il coworking del futuro? Si fa nelle cabine telefoniche

di Giancarlo Donadio Tempo di lettura: 2 min
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