Il crowdfunding interviene dove il Venture Capital è carente: lo studio su Science

Il crowdfunding interviene dove il Venture Capital è carente: lo studio su Science

Il crowdfunding è più democratico dei fondi di investimento tradizionali. Ed è anche capace di influenzare le scelte dei venture capitalist. Lo dice una ricerca su Science.

Potenza di Internet: i progetti che fanno più fatica a essere notati dai fondi di venture capital, sono anche quelli che riscuotono maggiore successo

Potenza di Internet: i progetti che fanno più fatica a essere notati dai fondi di venture capital, sono anche quelli che riscuotono maggiore successo sul crowdunfing. Secondo uno studio di recente pubblicazione, i fondi d’investimento tradizionali tendono a concentrarsi in aree geografiche specifiche. La raccolta fondi online, invece, sembra essere più democratica, dando anche a chi è lontano (fisicamente, ma non solo) dai centri di potere finanziari, la possibilità di avviare la propria attività. O almeno è così che funziona negli Stati Uniti.

Vediamo i risultati della ricerca.

Il “pregiudizio” del Venture Capital

La ricerca è della University of California, Berkeley, ed è stata recentemente pubblicata sulla rivista Science. I ricercatori hanno analizzato una serie di dati sulle campagne di successo create su Kickstarter, in un periodo che va dal 2009 al 2015. Nello stesso arco di tempo, sono stati analizzati anche gli investimenti effettuati dai fondi di venture capital in giro per il Paese.

LEGGI ANCHE: 7 consigli su come usare i social media per la tua campagna di crowdfunding

Secondo i risultati dello studio, molte startup hanno attraversato un periodo di scarsità di investimenti da parte dei venture capitalist, ma le piattaforme di crowdfunding hanno offerto loro un canale di finanziamento alternativo.

Storicamente, gli investimenti in settori molto innovativi, come l’hi-tech, provengono dal mondo degli investitori tradizionali. Secondo i ricercatori, però, questi ultimi hanno una certa tendenza (probabilmente inconsapevole) a finanziare i progetti in cui possono rispecchiarsi. In termini di caratteristiche sociali, professionali, educative. Ma anche in base alla appartenza a una determinata area geografica.

Secondo i ricercatori di Berkeley, infatti, il venture capital tende a concentrarsi in determinate zone del Paese, come ad esempio la Silicon Valley. Lo studio dimostra che il crowdfunding ha invece aiutato molte startup a reperire i fondi necessari anche al di fuori di quelle che vengono definite “bolle imprenditoriali”.

Come ha sottolineato Lee Fleming, autore principale della ricerca e direttore di facoltà presso il Coleman Fung Institute for Engineering Leadership della Berkeley, «molti venture capitalist investono in Silicon Valley e a Boston, e questo priva il resto del Paese di finanziamenti per gli imprenditori. Ma il crowdfunding ha aperto le porte a tutti gli altri».

I risultati

I ricercatori fanno una premessa. Nell’analizzare i progetti di Kickstarter hanno volutamente escluso una serie di categorie. I progetti prettamente artistici, per esempio. Questo tipo di attività, infatti, non vengono generalmente considerati dai venture capitalist.  Allo stesso modo, hanno escluso dall’analisi le idee che in genere vanno molto forte tra gli investitori tradizionali, ma non sono considerati sulle piattaforme di finanziamento online: le biotecnologie, per esempio. Gli studiosi hanno quindi comparato quel tipo di prodotti e servizi che potrebbero essere ragionevolmente finanziati sia dal crowdfunding che dai capitali di Venture.

Hanno quindi identificato 55.005 progetti su Kickstarter e 17.493 finanziamenti tradizionali. Una volta estrapolati i dati, hanno creato una mappa che identifica in blu le aree prevalentemente o esclusivamente coperte dai venture capitalist, e in rosso le aree completamente o in parte coperte del crowdfunding:

Com’è evidente dalla mappa, ampie aree del Paese sono coperte esclusivamente dal crowdfunding, dal momento che è il rosso il colore prevalente. I ricercatori hanno evidenziato in particolare due aree: la Baia di San Francisco e la zona di Cambridge e Boston, dove il venture capital è risultato preponderante. Qui, rilevano gli analisti, si è concentrato il 50% di tutti gli investimenti in venture capital degli USA.

LEGGI ANCHE: Dalla Community al Crowdfunding: il caso Change.org

Le campagne su Kickstarter, spiegano, «riguardano quantità di denaro generalmente minori, ma hanno coperto una fetta maggiore della nazione». Il crowdfunding è andato particolarmente bene in città come Chicago, Los Angeles e Seattle, che non hanno invece ricevuto l’attenzione dei venture capitalist.

Gli investitori tradizionali inseguono l’online

I capitali tradizionali hanno dimostrato una certa tendenza a “seguire” i trend che emergono dal finanziamento online. Se in una regione particolare un progetto, soprattutto nel settore del tech, viene finanziato grazie al crowdfunding, viene osservata una certa tendenza dei fondi di Venture a investire proprio in quell’area. Questo conferma l’idea che una campagna di raccolta fondi online non serve tanto ad acquisire una grande quantità di denaro: serve soprattutto a ricevere la giusta attenzione mediatica e a validare l’idea dal punto di vista sociale.

«Questo effetto è diventato costantemente più forte nel corso dei sei anni della nostra analisi», ha spiegato Fleming. «Se il fenomeno continua, il crowdfunding potrebbe avere un’influenza positiva sulla disuguaglianza regionale che vediamo nel mondo del finanziamento alle imprese».

COMMENTS

WORDPRESS: 0
DISQUS: 0

Il crowdfunding interviene dove il Venture Capital è carente: lo studio su Science

di Gennaro Sannino Tempo di lettura: 3 min
0