Italvolt, la Gigafactory di batterie per auto che promette 4mila posti di lavoro

Italvolt, la Gigafactory di batterie per auto che promette 4mila posti di lavoro

In cosa consiste il progetto Italvolt, la Gigafactory italiana che produrrà batterie per automobili nell’ex impianto Olivetti di Scarmagno, producendo migliaia di nuovi posti di lavoro.

Un progetto che punta a risollevare l’impianto della ex Olivetti di Scarmagno, per trasformarlo in una fabbrica di batterie agli ioni di litio per a

Un progetto che punta a risollevare l’impianto della ex Olivetti di Scarmagno, per trasformarlo in una fabbrica di batterie agli ioni di litio per automobili. È questo, in sintesi, il sogno di Lars Carlstrom, imprenditore svedese che, da un anno, sta lavorando alla creazione di Italvolt.

La Gigafactory italiana ha l’ambizione di diventare uno dei punti di riferimento europei del settore, partendo da un investimento di 4 miliardi di euro e la prospettiva di creare, a regime, 4mila nuovi posti di lavoro, 15mila se si considera l’intero indotto.

Il sogno italiano di Carlstrom: Italvolt

Ad appena 12 km da Ivrea e 43 da Torino, si trova l’ex impianto Olivetti, sogno italiano dell’allora nascente industria elettronica. Oggi, l’impianto è abbandonato, un cumulo di capannoni quasi arrugginiti che aspettano una seconda possibilità. Un’opportunità che potrebbe arrivare dal progetto di Lars Carlstrom, imprenditore visionario di origini svedesi che, da un anno, punta a creare in questo luogo una fabbrica di batterie agli ioni di litio per auto elettriche. Un progetto che promette di dare lavoro a 4mila dipendenti.

La realizzazione del progetto sarà curata da Comau, che si occuperà degli impianti per la produzione delle batterie, e Pininfarina, azienda italiana attiva nel settore del design automobilistico, che seguirà invece la costruzione dello stabilimento. Lo studio ambientale e di fattibilità è stato avviato, si aspettano i tempi burocratici per ottenere i permessi necessari alla costruzione dell’impianto.

La progettazione delle batterie agli ioni di litio di terza generazione è basata su una licenza proveniente dalla Corea del Sud. La scelta del brevetto coreano è dovuta, a detta di Carlstrom, all’affidabilità e al rapporto qualità-prezzo delle soluzioni proposte.

La realizzazione delle batterie vedrà anche l’ingresso di altri partner industriali. Al momento, si conoscono due nomi: American Manganese che si occuperà del riciclo delle batterie e Tüv Sud che dovrà certificare i prodotti e garantire il rispetto dei principi esg (environmental, social, governance), in tutte le fasi del processo produttivo. Secondo Carlstrom, la piena capacità produttiva sarà raggiunta nel 2025.

Le previsioni più rosee fissano l’inizio dei lavori per la prima metà del prossimo anno, in modo da poter avviare la produzione delle prime batterie entro la fine del 2024. Tuttavia, al momento, Italvolt si trova ancora allo stadio iniziale e per poter vedere la luce ha bisogno non solo di finanziamenti pubblici, ma anche dell’intervento di potenziali investitori.

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I capitali mancanti

Per la realizzazione dell’impianto Italvolt serviranno 4 miliardi di euro.

Carlstrom ha già dichiarato di aver ceduto le proprio quote di Britishvolt, azienda che lui stesso ha fondato e opera anch’essa nel settore delle batterie per auto. Il ricavato è stato già investito nello stabilimento italiano.  L’imprenditore svedese conta poi su un concreto supporto pubblico e la partecipazione di investitori privati.

Tra i fondi pubblici che, spera, arriveranno a breve nelle casse del progetto, si contano finanziamenti europei e fondi destinati agli investimenti sull’economia sostenibile, previsti dal Recovery Fund.

L’obiettivo, inoltre, è di coinvolgere i fondi di private equity più sensibili al tema della sostenibilità, da cui stanno arrivando le prime manifestazioni di interesse.

In questo senso, Carlstrom ha previsto un investimento iniziale di 30-40 milioni di euro per la realizzazione di una piattaforma appetibile, da presentare agli investitori, alle banche e al Governo.

L’idea di fondo, comunque, è cercare di mantenere la società e il board in Italia. Così come anche i fornitori. Nei termini del possibile, quindi l’imprenditore sta cercando delle partnership che consentano al progetto di rimanere interamente nel Belpaese.

Lars Carlstrom, il manager svedese che punta sull’Italia

Lars Carlstrom, imprenditore con 30 anni di esperienza nel settore dell’automotive ha le idee chiare sul suo investimento in Italia.

In un’intervista, afferma:

«L’Europa meridionale era un punto vuoto sulla mappa delle Gigafactory, ma si tratta di un’area con grande competenza, forza lavoro qualificata, un’industria automobilistica rilevante. E ci sarà bisogno di enormi quantità di batterie in futuro. Italvolt può essere la spinta di cui l’Italia ha bisogno per assumere un ruolo di guida nell’industria green». Ed è proprio da qui che parte la sua scommessa.

L’area dell’ex stabilimento Olivetti di Scarmagno è stata selezionata per le sue caratteristiche tecniche e la sua collocazione geografica.

A oggi, l’area industriale, un sito dismesso che si estende per circa un milione di m², presenta degli importanti collegamenti stradali, autostradali e ferroviari, e un forte legame col tessuto produttivo piemontese, prima regione italiana nella produzione industriale automotive. Qui, secondo l’imprenditore, è presente la perfetta combinazione di fattori, necessari per cogliere l’opportunità dell’industrializzazione green: una solida realtà industriale e una conoscenza tecnica altamente specializzata.

Italvolt occuperà 300mila m² e avrà una capacità iniziale di 45 GWh, che potrà raggiungere in seguito anche i 70 GWh.

Al momento, l’Italia è quasi del tutto assente nel settore delle batterie industriali per auto elettriche. Le richieste da parte del mercato, tuttavia, sono in forte aumento e la creazione di Italvolt è per Lars Carlstrom un’occasione importante per il rilancio del comparto.

La Regione Piemonte e le amministrazioni locali hanno già dato il pieno appoggio alla realizzazione del progetto.

L’obiettivo finale dell’imprenditore svedese è l’ingresso nella Battery Alliance europea, un passaggio che gli consentirebbe di accedere agli incentivi necessari per creare un’industria del settore in grado di realizzare 7-8 milioni di pezzi entro il 2025 ed emanciparsi dalla potenza asiatica.

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Italvolt, la Gigafactory di batterie per auto che promette 4mila posti di lavoro

di Giancarlo Donadio Tempo di lettura: 4 min
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