La musica triste aiuta ad alleviare la depressione? Lo studio

La musica triste aiuta ad alleviare la depressione? Lo studio

Ascoltare musica triste quando si è depressi può sembrare un atto masochistico. Ma in realtà alcune ricerche dimostrano che la situazione è più complicata di così. Scopriamo come.

Tutti cerchiamo la felicità. Eppure a tanti piacciono le espressioni artistiche tristi. Dai Beethoven fino ai Beatles, molte delle canzoni più note

Tutti cerchiamo la felicità. Eppure a tanti piacciono le espressioni artistiche tristi. Dai Beethoven fino ai Beatles, molte delle canzoni più note e amate hanno un che di malinconico. Allo stesso tempo, spesso guardiamo un film triste solo perché vogliamo farci un bel pianto liberatore. E potremmo andare avanti con libri, fumetti, serie tv, pièce teatrali.

Da alcuni anni la ricerca universitaria prova a dare una spiegazione a questo fenomeno. Alcuni studiosi parlano di “tristezza piacevole” per identificare quella malinconia di cui ci “nutriamo” quando assistiamo a uno spettacolo di qualunque genere. E che è così magnificamente descritta nel film Pixar Inside Out, dove anche la tristezza si riveste di bellezza nel mondo dei nostri ricordi.

Per Joanna Vuoskoski, professore associato di musicologia all’Università di Oslo, numerosi studi recenti hanno provato che “il meccanismo centrale” che ci porta ad apprezzare l’arte malinconica “sono i sentimenti di commozione” che suscita in noi.

In particolare, persone molto empatiche sono quelle più emozionate dalle opere tristi, perché riescono più facilmente a identificarsi con i personaggi di film e libri, attraverso il sentimento della compassione. E sarebbe questa identificazione a catturare il nostro cuore.

A essa si aggiungono altri forti sentimenti come “nostalgia, pace e meraviglia” a spingerci a cercare la tristezza nelle varie forme d’arte.

Ma che impatto possono avere queste manifestazioni culturali sul nostro umore, o persino sulla nostra salute mentale?

Musica triste e depressione

Uno studio pubblicato quest’anno da ricercatori della University of South Florida sembra suggerire conseguenze positive per le persone depresse, che ascoltano musica triste.

I ricercatori partono dal presupposto che le persone depresse spesso vanno alla ricerca di “stimoli tristi”, tra cui la musica malinconica. Sebbene la considerazione possa sembrare ovvia, in realtà le persone depresse spesso lottano contro la malattia e quindi potrebbe essere controintuitivo andare a cercare ulteriori stimoli tristi (sebbene non si possano semplicemente affiancare i termini tristezza e depressione, come vedremo).

In ogni caso, i ricercatori hanno provato a capire quali siano gli effetti di questa ricerca e fruizione di stimoli malinconici. Con risultati sorprendenti.

Se pensiamo infatti che la ricerca di “materiale” triste possa essere un modo per alimentare ancora di più la nostra depressione, potremmo rimanere stupiti dagli esiti dell’indagine:

«Il forte appeal – scrivono gli autori dello studio – che la musica triste ha sulle persone [depresse] potrebbe essere correlato al suo effetto calmante, piuttosto che a una sorta di desiderio di aumentare o mantenere uno stato d’animo triste».

Per approfondire la questione, i ricercatori hanno quindi chiesto a 76 donne, di cui la metà aveva già ricevuto una diagnosi per depressione, di compiere due attività.

Durante la prima, è stato proposto alle volontarie di ascoltare diversi tipi di musica: felice, triste e neutra. Successivamente, è stato chiesto loro di indicare il genere che avevano preferito.

Nella seconda attività, invece, alle partecipanti è stato chiesto di scegliere un tipo di musica da ascoltare. Il risultato è stato che in effetti le persone depresse avevano preferito la musica triste.

Approfondendo con le partecipanti le ragioni della scelta, i ricercatori hanno poi scoperto un aspetto interessante della questione. La musica triste, hanno spiegato le volontarie dello studio, non “serve” per sentirsi ancora più depressi, ma piuttosto per sentirsi più rilassati.

Come ha spiegato Jon Rottenberg, ricercatore del progetto, “ci sembrava improbabile che le persone depresse volessero sentirsi tristi. Le persone depresse sono intrappolate in questa paralisi. Il loro stato d’animo è estremamente spiacevole. Per questo vanno in terapia, con l’obiettivo di uscirne”. Ecco perché sarebbe stato illogico per loro scegliere musica triste per sentirsi ancora più tristi.

Sui risultati dell’esperimento, Rottenberg ha poi spiegato che le partecipanti “si sentivano meglio dopo aver ascoltato musica triste, rispetto a quanto non fossero prima”. Le canzoni malinconiche non sarebbero quindi una sorta di atto “autolesionistico” per crogiolarsi nel dolore, ma servirebbero invece per far fronte ai sentimenti di depressione. Una strategia per uscirne, in qualche modo.

Tristezza o depressione?

Una delle obiezioni principali allo studio esaminato è che ha riguardato un campione troppo piccolo per arrivare a conclusioni definitive. C’è bisogno quindi di maggiori ricerche.

Altri studi simili hanno infatti dimostrato come la musica triste possa rappresentare, per le persone depresse, un rischio.

È il caso per esempio di Sandra Garrido, ricercatrice per la Western Sydney University, che nel corso degli ultimi anni ha indagato la correlazione tra depressione e musica triste in diversi studi, coinvolgendo più di mille soggetti partecipanti.

In un articolo che li riassume, ha spiegato come “per buona parte delle persone, ascoltare musica – anche quella che esprime emozioni negative come tristezza o rabbia – può essere una strategia efficace per affrontare quelle emozioni”.

Molte persone, in particolare, usano la musica triste per sentirsi meglio.

«Alcuni sembrano semplicemente godersi la musica e il percorso emotivo che suggerisce. Altri la usano come forma di catarsi, per connettersi emotivamente con gli altri, per aiutarli a lavorare, malgrado i sentimenti di tristezza […]. La tristezza è, dopo tutto, un’esperienza emotiva salutare. Ci spinge a pensare più attentamente alla nostra situazione e a come cambiarla per migliorare le nostre vite».

Garrido però sottolinea quanto sia importante tracciare una linea di demarcazione tra tristezza e depressione. Mentre la prima ci motiva a cambiare, la “depressione porta le persone a perdere la motivazione. Invece di aiutarle a pensare più chiaramente, la depressione diminuisce le funzioni cognitive delle persone”.

La studiosa fa l’esempio della rimuginazione, la tendenza cioè delle persone a restare bloccati in schemi mentali negativi e di ritornarci sopra continuamente. Questo approccio mentale, che ci impedisce nel lungo periodo di scrollarci di dosso le sensazioni negative legate a eventi particolari, “procede di pari passo con la depressione”, spiega Garrido.

Nelle sue ricerche, la studiosa ha scoperto che chi ha spiccate tendenze alla rimuginazione, si sente ancora più depresso dopo aver ascoltato musica triste, perché le note lo spingono ancor di più a perpetuare questi cicli continui di pensieri negativi.

Secondo i risultati delle varie indagini condotte, quindi, Garrido sottolinea come “le persone inclini alla depressione clinica rispondano alla musica in maniera diversa”. Fa l’esempio di una celebre canzone di Adele, Someone Like You. Alcune persone depresse possono ascoltarla, farsi un buon pianto e poi sentirsi meglio, focalizzandosi più sulla propria commozione che sui pensieri negativi.

Una persona diversa, con lo stesso problema, potrebbe ascoltare però la canzone e ritornare con la mente a tutte le proprie delusioni amorose del passato o a pensare che non ci si potrà mai più innamorare di nessun altro, peggiorando quindi la situazione.

Ecco perché, conclude Garrido, per una persona sana questo tipo di sensazioni possono rappresentare solo un breve momento durante la giornata, che può avere dei benefici psicologici. Ma per chi “è già estremamente e forse clinicamente depresso, ascoltare musica che lo fa sentire peggio può essere piuttosto pericoloso”.

La questione è dunque ancora aperta e necessita di ulteriore approfondimento.

Leggi anche: Perché ascoltare musica mentre si lavora?

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La musica triste aiuta ad alleviare la depressione? Lo studio

di Gennaro Sannino Tempo di lettura: 5 min
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