Le 8 regole d’oro per aver successo con il crowdfunding

Le 8 regole d’oro per aver successo con il crowdfunding

Qualche consiglio utile per trasformare un'iniziativa di crowdfunding in un successo.

30 miliardi di dollari nel mondo. 57 milioni di euro in Italia. Sono queste le cifre raccolte attraverso il crowdfunding, oggi. Ma avere successo non

30 miliardi di dollari nel mondo. 57 milioni di euro in Italia. Sono queste le cifre raccolte attraverso il crowdfunding, oggi. Ma avere successo non è una passeggiata. Circa il 70% dei progetti falliscono, in Italia. Nel mondo, le cifre si aggirano tra il 69 e l’89%.

Ecco perché è importante prepararsi a fondo, senza lasciare nulla al caso. Ecco 8 segreti di successo, spiegati da esperti e ideatori di campagne di successo.

1. Scegli la giusta piattaforma

Informati, innanzitutto, sui diversi modelli di crowdfunding esistenti. Ce ne sono almeno 6: reward based, social lending, royalty based, equity based, donation based e il subscription based. Per fondare progetti imprenditoriali e finanziare prodotti innovativi, si ricorre in genere al reward based e all’equity based. Il donation based è appannaggio dei progetti sociali e benefici, mentre il subscription based funziona molto per artisti e creatori di video/contenuti online.

Il reward based è la forma di crowdfunding più diffusa al mondo. Kickstarter e Indiegogo sono le piattaforme principali. Kickstarter ha un buon grado di successo per i progetti creativi e i prodotti innovativi.

L’equity based ha ancora qualche difficoltà a sfondare in Italia, ma qualcosa comincia a muoversi. Sono state meno di 100 le campagne finanziate con questo strumento, nel nostro Paese, per un valore complessivo di poco meno di 6 milioni di euro. Si tratta soprattutto di progetti riguardanti la social economy, l’ICT e le startup innovative. La piattaforma equity based più nota in Italia è Startsup.

Per la scelta del crowdfunding bisogna poi considerare che esistono piattaforme verticali – dedicate esclusivamente a un determinato tipo di settore – e generaliste, come Kickstarter e Indiegogo.

2. Studia gli altri

Durante la fase di preparazione alla campagna, un processo che può durare anche 6 mesi, è importante individuare i competitor. Chiediti: “Quali sono le aziende che offrono il mio stesso prodotto/servizio e hanno successo?” Ti sarà utile per differenziare la tua offerta, individuare nicchie inesplorate e comunicare la tua unicità.

È anche importante ricercare progetti simili, già finanziati o in corso di finanziamento, sulle diverse piattaforme di crowdfunding. Kickstarter e Indiegogo sono delle miniere di dati sull’argomento: si possono studiare sia le campagne fallite (e capire cos’è andato storto), sia quelle di successo (e capire cos’ha funzionato).

3. Quali sono i tuoi perk?

È necessario prestare molta attenzione al tipo di perk (benefici) che offri ai tuoi potenziali sostenitori. Secondo Jonas Gyalokay, che ha raccolto su Indiegogo 1,3 milioni di dollari in due mesi con il suo dispositivo hitech, è importante ragionarci sopra a lungo: “Perché i donatori dovrebbero sostenerti? Cosa offri in cambio? È da qui che devi partire”, spiega. “C’è una piattaforma di giochi in 3D, Porject Roxivia, che ha trasformato i suoi sostenitori in personaggi protagonisti del videogioco”. Ampio spazio alla creatività, quindi. È necessario saper colpire l’attenzione, con creatività e un pizzico di coraggio.

4. Vai offline

È impensabile riuscire a finanziare una campagna di crowdfunding senza conoscere una base di potenziali sostenitori offline. È praticamente impossibile. Lo stesso Jonas Gyalokay è intervenuto sul punto:La partecipazione al Ces di Las Vegas è stata decisiva per noi. Abbiamo avuto la possibilità di far conoscere il nostro prodotto”. Il consiglio, quindi, è di individuare fiere e appuntamenti di settore e cercare di avviare la tua campagna in contemporanea. Se l’idea piace agli appassionati della nicchia su cui hai puntato, è probabile che la finanzieranno e ne parleranno ad amici, colleghi, sui social network e dal vivo.

Andare offline è importante soprattutto in un Paese come l’Italia. In una nostra intervista, Anna Ruggiero ci ha spiegato che “in Italia siamo ancora molto legati alla fisicità, all’incontro in presenza:  i backer donano alle persone che conoscono. Pensare di caricare un progetto su una piattaforma di crowdfunding senza fare una pre-campagna offline e avere una base di sostenitori, è una follia”.

5. La comunicazione è tutto

Oltre agli appuntamenti offline, è necessario comunicare ogni aspetto della tua campagna in maniera accattivante, semplice e accurata. Innanzitutto, ti servirà un video eccellente. Una campagna che ha un video che funziona può raccogliere fino a 3 volte di più.

Altrettanto importanti: sito web, brand, logo e design.

Crea una lista di giornalisti, blogger, testate e siti web del settore in cui stai cercando di investire. Trova i contatti degli influencer e contattali via mail, sui social media. Crea un database a cui invierai email su base regolare. A pochi giorni dall’apertura della campagna, cerca di creare aspettativa: invia aggiornamenti sulla campagna (senza rivelare troppo) e cerca di coinvolgere qualche “VIP” del settore.

Un buon pitch è un ulteriore elemento distintivo. Per attirare l’attenzione su Internet, dove decine di migliaia di contenuti vengono prodotti ogni ora, è necessario puntare su elementi sia emotivi che razionali. Come si fa? La strada più semplice è raccontare una storia. Una storia che riguardi te stesso e il cammino che ti ha portato ad avviare questo progetto.

Una volta messo a punto tutto l’impianto comunicativo, trovati dei feedback. Non tanto degli esperti, chiedi piuttosto ai tuoi primi potenziali finanziatori: familiari e amici. Ascolta quello che hanno da dire, cerca di capire se il prodotto funziona, se comprendono di cosa stai parlando e se ci sono degli aspetti da cambiare. E poi, parti.

6. Sii chiaro

Aggiungiamo un ulteriore tassello: in ciò che comunichiamo, dobbiamo essere sempre chiari. Una delle principali ragioni per cui le campagne di raccolta fondi online falliscono è che i founder non inseriscono una chiara call-to-action. Stai chiedendo soldi? Non avere paura di dirlo chiaramente. Per una sorta di timore pudico, si fa fatica a spiegare alla community che è necessario offrire una somma di denaro per poter contribuire al progetto. È anche necessario spiegare in maniera ossessiva tutti i passaggi necessari per poter inviare il proprio denaro. Non è un elemento scontato, anzi. Soprattutto in Italia dove per molti gli strumenti digitali sono ancora poco conosciuti.

Ci sono delle difficoltà tecniche oggettive”, spiega ancora Anna Ruggiero. “Spesso i backer fanno fatica a capire che per donare è necessario essere loggati. I passaggi basilari non vengono spiegati, ma in realtà è essenziale farlo, perché in molti pensano che si tratti di un processo molto difficile”.

7. Valuta la durata

Come spiega Riccardo Meggiato su Wired, il primo impulso di un founder è di impostare delle campagne molto lunghe, come si fa per le aste su eBay. Il principio sembra essere: “Più tempo resta online, più si guadagna”. Non funziona esattamente così. Se abbiamo fatto un buon lavoro di comunicazione e abbiamo attirato un buon numero di potenziali backer, questi saranno portati a versare subito una somma se il periodo per donare è ridotto. In questo modo, scatterà il meccanismo della “fiducia”: gli altri backer saranno più invogliati a partecipare se la cifra è a un passo dall’essere raggiunta. Secondo Kickstarter, l’idea migliore è sempre di impostare la campagna su un periodo di circa 30 giorni.

8. Non aver paura di fallire

Il fallimento nel crowdfunding non esiste. Se va male, avrai comunque raccolto una serie di dati importanti su come migliorare il prodotto. Oppure avrai capito che è meglio dedicarsi ad altro, prima di avere problemi finanziari o produttivi.

È la storia di Zac Park, studente all’Università dello Utah, che ha dovuto assaporare molte sconfitte, prima di giungere alla vittoria. “Ho commesso diversi errori, ho ideato almeno venti progetti che si sono rivelati un fallimento”, ha raccontato. Ecco perché il suo motto è diventato: “Cadi 7 volte, rialzati 8”. A 28 anni, Zac è riuscito a finanziare progetti per circa 3 milioni di dollari. Mica male, per un fallito.

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Le 8 regole d’oro per aver successo con il crowdfunding

di Gennaro Sannino Tempo di lettura: 5 min
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