Michael Phelps: con questi segreti è diventato il più grande atleta della storia

Michael Phelps: con questi segreti è diventato il più grande atleta della storia

Michael Phelps è stato l’atleta migliore della storia. Ritiratosi dall’attività agonistica nel 2016, per anni si è sottoposto a un duro lavoro di allenamento e a un singolare regime alimentare.

È l’atleta più titolato nella storia delle Olimpiadi moderne: ben 23 medaglie d’oro. Per ottenere questi risultati, Michael Phelps, ex nuotatore ameri

È l’atleta più titolato nella storia delle Olimpiadi moderne: ben 23 medaglie d’oro. Per ottenere questi risultati, Michael Phelps, ex nuotatore americano, si è sottoposto negli anni a un regime alimentare e ad allenamenti sovraumani. Muscleprodigy.com, svela quali sono i segreti che hanno permesso a Phelps di diventare il numero uno.

Come si allena un super campione

«Non riesco a ricordare un giorno nel quale non mi sono allenato», dichiara Phelps. Quando era ancora in attività agonistica, nuotava per circa 80mila metri a settimana. Si allenava due volte al giorno dalle cinque alle sei ore al giorno per sei giorni a settimana. Per non annoiarsi in acqua per tutto quel tempo che vi trascorreva, ascolta musica con auricolari impermeabili.

Oltre al nuoto, Phelps affrontava altre dure prove per migliorare la velocità e la sua resistenza in acqua. Come esercizi di galleggiamento verticale, sculling (tecnica che è tradotta in italiano con “remate”. Allo stesso tempo usava diversi attrezzi in acqua, come le tavolette, pull buoy (letteralmente “boa da tiro” è un attrezzo che viene tenuto stretto tra le ginocchia e obbliga il nuotatore a utilizzare il meno possibile le gambe). E ancora palette (strumenti che servono a migliorare le tecniche di nuoto), maschera e boccaglio.

Non solo vasca, Phelps passava anche parte del suo allenamento in sala per tre volte al settimana (preferibilmente il lunedì, mercoledì e venerdì). Piegamenti sulle braccia, squat, sollevamenti, e distensioni su panca, sono tra i suoi esercizi preferiti.

Come mangia un campione

Per quanto riguardava il suo regime alimentare, Phelps mangiava 12mila calorie al giorno, circa 4mila calorie a pasto. Vediamo come era composta la sua alimentazione quando era ancora in attività agonistica.

Colazione: tre sandwich con frittata e formaggio, lattuga, pomodoro, cipolle fritte e maionese. Due tazze di caffè, cinque omelette, una scodella d’avena, tre fette di toast francese, e tre pancake al cioccolato.

Pranzo: Pasta, due fette di prosciutto crudo, formaggio e pane bianco con maionese. Da bere, 1000 calorie con bevande energetiche.

Cena: Pasta, una pizza e ancora 1000 calorie da bevande energetiche.

Come nasce un numero uno

«Penso che sia tutto possibile se metti la tua mente, il tuo corpo e il tuo lavoro a servizio di un obiettivo. La testa può controllare tutto», spiega Michael Phelps. La sua, come quella di ogni altro grande dello sport, ha delle costanti che possiamo riassumere in due parole “ostacoli” e “resilienza”.

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Tante sono le difficoltà che ha dovuto superare Michael, un ragazzo di Baltimora che entra per la prima volta in “acqua” all’età di sette anni. Suo padre non c’è, ha abbandonato sua madre, e il piccolo Phelps cresce con la madre e due sorelle nuotatrici che gli trasmettono l’amore per il nuoto:

«Mi sento a casa mia nell’acqua. Scompaio. Ho sempre saputo che è il posto da cui provengo».

Michael da subito dimostra di essere un ragazzo prodigio. A 15 anni è già record: si qualifica per le Olimpiadi di Sidney, il più giovane nuotatore statunitense a partecipare ai Giochi in 68 anni.

Quattro anni dopo, ad Atene, si presenta come la più grande promessa del nuoto internazionali e non delude le attese: sei ori e due bronzi. È il battesimo di fuoco di una carriera strepitosa che conosce più di una sosta. La prima nel 2012 quando dopo Londra il campionissimo decide di ritirarsi. È l’inizio per lui di una vita un po’ sregolata che lo porta a bere alcol, fin troppo, a essere arrestato (per guida in stato di ebbrezza) e a finire in un centro di riabilitazione.

Phelps il campionissimo sembra finito. La sua immagine pubblica è sporcata. Sempre la parabola discendente di tanti numeri uno dello sport, ma lui si diverte a ribaltarla. Decide di tornare in acqua, quando nessuno avrebbe scommesso su di lui due soldi. Torna ad allenarsi duramente e risolve alcune questioni da troppo rimandate, come il rapporto con suo padre al quale si riavvicina dopo anni di silenzio.

A 31 anni è pronto per Rio. Circondato dallo scetticismo generale, vince quattro ori e un argento.

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Michael Phelps: con questi segreti è diventato il più grande atleta della storia

di Redazione Tempo di lettura: 3 min
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