Molla tutto e va a vivere in Croazia: storia di Steve, nomade digitale

Molla tutto e va a vivere in Croazia: storia di Steve, nomade digitale

Steve Tsentserensky è un nomade digitale che ha deciso di trasferirsi in Croazia, per abbattere il costo della vita. Ecco la sua storia.

Continuare a lavorare in autonomia, ovunque ci si trovi, e trasferirsi in una città più economica e a misura d’uomo. È la scelta fatta da Steven Tse

Continuare a lavorare in autonomia, ovunque ci si trovi, e trasferirsi in una città più economica e a misura d’uomo. È la scelta fatta da Steven Tsentserensky, scrittore, fotografo e produttore di video che, dopo la pandemia, ha deciso di abbandonare gli Stati Uniti per andare a vivere a Spalato, in Croazia, dove il costo della vita è più contenuto.

È la nuova frontiera dei nomadi digitali, uno stile di vita che coniuga il lavoro in smart working con la passione per il viaggio. Si tratta di una tendenza che il lockdown ha contribuito a incentivare, trasformandola da fenomeno di nicchia a opportunità alla portata di tutti. Ecco di cosa si tratta e come, grazie allo smart working, Steven ha potuto cambiare vita.

Mollo tutto e vado a vivere in Croazia

Steve Tsentserensky è un freelance statunitense che si guadagna da vivere attraverso la sua attività di produzione video. Prima dell’avvento del Covid il suo guadagno mensile è più che dignitoso: 4mila dollari al mese. La pandemia, però, distrugge tutte le sue certezze, causando un crollo degli introiti, ridotti a soli 700 dollari mensili.

Un budget decisamente basso che costringe Steven a trasferirsi sul futon di casa di sua sorella, in New Jersey, e a delle giornate trascorse nell’incertezza e insoddisfazione. Fino a quando non trova un annuncio interessante che gli permette di cambiare completamente la sua ottica sulla vita.

Nel gennaio 2021, infatti, la Croazia annuncia la possibilità per i nomadi digitali di ottenere un permesso di soggiorno di un anno. La Croazia è un Paese che Steven già conosce, che lo affascina. Decide così di presentare domanda.

Il freelance si mette quindi in moto per avere tutte le carte in regola e trasferirsi nel nuovo Paese. Ecco la strategia che adotta e come la mette in pratica.

Nuova vita in Croazia: dalla pianificazione al trasferimento

Per ottenere il permesso di soggiorno in Croazia, ci sono però alcuni passi che Steven deve compiere. Innanzitutto, avere un reddito mensile di almeno 2.750 dollari. Si tratta della prima grande sfida da affrontare. Poi, ottenere un’assicurazione sanitaria internazionale, avere un controllo dei precedenti penali dall’FBI e un indirizzo di domicilio.

Per riuscire a raggiungere il primo obiettivo, Steven inizia a lavorare duramente, ricorrendo a Upwork, piattaforma di servizi freelance che mette in contatto imprese e lavoratori. In questo modo, riesce a guadagnare nuovamente circa 4mila dollari al mese. E inizia a risparmiare molto, mettendo da parte un gruzzolo di 76mila dollari.

Tramite una compagnia di assicurazioni di viaggio ottiene l’assicurazione sanitaria internazionale e, successivamente, riesce ad assolvere anche agli ultimi obblighi.

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Il costo e la qualità della vita in Croazia

La vita di Steven, ora che è a Spalato, è completamente diversa. Innanzitutto, i costi che deve affrontare sono diversi: a fronte di un affitto medio di 2.779 dollari per una camera in Jersey City, lì paga 540 dollari al mese (comprensivi di utenze), per un appartamento di 60 mq.

In media spende 47 dollari al giorno.

In totale, al mese, i suoi costi sono di 1.424$, così ripartiti:

  • affitto e utenze: 540 $
  • assicurazione sanitaria: 65$
  • cibo: 608$
  • abbonamenti: 14$
  • telefono: 12$
  • viaggi: 185$

Le sue giornate trascorrono lavorando ai progetti da freelance, a cui dedica circa 8 ore al giorno nei giorni feriali. Naturalmente, i contatti con i clienti devono essere pianificati, in modo da gestire le telefonate in base al fuso orario degli Stati Uniti, visto che la maggior parte risiedono lì. In alcuni giorni va a pranzare fuori casa, in posti raggiungibili a piedi. Nei fine settimana trascorre invece il suo tempo a conversare con gli amici al bar.

La Croazia offre a Steven la possibilità di coltivare anche la sua passione per i viaggi, permettendogli di visitare in modalità low cost posti come Zagabria, Fiume, Zara, le isole di Hvar e Brač.

Con un ritmo di vita molto più lento rispetto alla frenesia del New Jersey, Steven è riuscito così a conciliare una migliore accessibilità economica, a persone amichevoli, attività divertenti e un basso tasso di criminalità.

La sua prospettiva futura, dato che il suo visto scadrà a marzo del 2022, è di spostarsi in altri posti, come Georgia (lo Stato sul Mar Nero, non quello americano) e Portogallo, che offrono visti per i nomadi digitali. E anche se dice di risentire della lontananza da amici e parenti, la libertà da nomade digitale è una cosa spontanea e bella, in grado di dare dipendenza.

Nomadi digitali: identikit di un sognatore che esplora il mondo

La filosofia dei nomadi digitali, in grado di cambiare stile di vita e di lavoro, è nata grazie alle opportunità offerte da Internet.

Si tratta di un percorso compiuto da quelle persone, appartenenti a diverse fasce di età ed esperienze professionali, che hanno deciso di abbandonare il tradizionale schema produci-consuma-crepa, in favore di uno stile di vita più confacente ai propri sogni, all’insegna dell’indipendenza da luoghi, abitudini e routine.

I nomadi digitali, oggi, non sono più solo giovani connessi con i pc. Si tratta di famiglie, coppie di amici, persone sole desiderose di esplorare il mondo.

Repubblica ne fa una classificazione, anche grazie ai dati ottenuti da Airbnb, che negli ultimi due anni ha visto un progressivo aumento della durata dei soggiorni, e Maria Gàlvez, esperta in marketing online e digital nomad.

Le categorie riportate sono quattro:

  • Nomad family, le famiglie che hanno lasciato tutto per iniziare una nuova vita altrove. Cercano in genere case grandi con piscina e area giochi per i bambini;
  • Cultural traveller: viaggiano per arricchire le proprie conoscenze, scegliendo posizioni strategiche e ben connesse;
  • Nature & wellness enthusiast: sono amanti della natura e dell’aria fresca. Fuggono dalle città per abitare in paesaggi rurali, dove poter lavorare ma anche passeggiare all’aria aperta;
  • Adventurer: scelgono destinazioni rinomate per l’outdoor e le attività sportive, come trekking, alpinismo o mountain bike.

Approfondisci: Nomadi digitali: la guida per lavorare in remoto da qualsiasi parte del mondo

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Molla tutto e va a vivere in Croazia: storia di Steve, nomade digitale

di Carmen Guarino Tempo di lettura: 4 min
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