Personal branding: il segreto per attrarre i migliori talenti

Personal branding: il segreto per attrarre i migliori talenti

Il personal branding è lo strumento migliore per attrarre i migliori talenti in azienda. Lo dimostra il caso di Gare Kelly, il Ceo di Southwest Airlines, capace di costruirsi una reputazione sul web di cui ha beneficiato tutta la compagnia.

C’è un segreto per un imprenditore che vuole attrarre i talenti migliori sul mercato: il personal branding. Entrepreneur spiega qual è il modo miglior

C’è un segreto per un imprenditore che vuole attrarre i talenti migliori sul mercato: il personal branding. Entrepreneur spiega qual è il modo migliore per usarlo all’interno del recruiting con alcune tecniche di Gary Kelly

1. Personal brand = autenticità

Per Entrepreneur la storia di Gary Kelly dimostra che il personal brand del leader di un’organizzazione deve combaciare quasi alla perfezione con i valori dell’azienda. Perché è necessario lo spiega una ricerca di Gallup che ha dimostrato che comunicare subito un’immagine autentica di se stessi sul web (del Ceo e dell’azienda) aiuta ad attrarre i talenti migliori. E non solo questo, contribuisce anche a costruire una forza lavoro più impegnata, produttiva e leale.

Uno degli esempi più mirabili di personal brand nel mondo business è quello di Gare Kelly. Il capo di Southwest Airlines ha saputo creare uno dei migliori ambienti lavorativi in USA. E i social hanno avuto un ruolo determinante in questo processo. Oggi ha 53mila dipendenti con un tasso di turnover che è tra i più bassi in USA. L’azienda è tra i primi posti dei luoghi migliori dove lavorare, secondo Glassdoor, celebre piattaforma che analizza la qualità degli ambienti di lavoro.

Per creare un personal brand così forte, Entrepreneur consiglia di iniziare, già in fase di startup, ad essere attivi sul web con articoli nei quali trasmettere i valori, idee e opinioni all’interno della nicchia di mercato di riferimento:

«In questo modo chi cercherà lavoro si imbatterà nelle informazioni che tu fornisci su di te e la tua azienda e potrà considerare seriamente di candidarsi per una posizione», spiega il sito americano.

La chiave per attrarre talenti è quella di usare il web per ciò che viene definito in inglese, “leadership narrative”, ovvero raccontare come si è svolto il proprio percorso di guida di un’azienda: “Quali sfide hai affrontato? Come le hai superate? Qual è il tuo stile come leader? Solo rispondendo con autenticità a queste domande, si può creare una reale “connessione” con i potenziali candidati. Importante riuscirci da subito perché diversi studi hanno dimostrato che agli esseri umani bastano pochi secondi per farsi un’idea su una persona che spesso diventa quella definitiva.

LEGGI ANCHE: “Personal branding: come costruire una reputazione online in pochi step”

2. L’uso dei social media per ampliare il messaggio del brand

Solo fino a 10 anni fa a un Ceo non era richiesto di essere visibile o comunque di avere una presenza sui social media. Oggi, al contrario, le persone si aspettano che la guida di un’azienda sia raggiungibile online.

Le aziende lo hanno capito da tempo e usano i Ceo come parte integrante delle loro strategie di marketing. Questo vale sia per le piccole aziende che per le grandi multinazionali. Southwest, che ha revenue per 20 miliardi, si serve di Gare Kelly per trasmettere in modo ancora più autentico i valori che guidano l’azienda. Basta dare un rapido scorcio al profilo Twitter del Ceo, per capirlo.

Sul social dei cinguettii Kelly mostra il programma di sostenibilità dell’azienda, premia i dipendenti migliori e li incoraggia. Non lo fa soltanto per offrire un’immagine corretta ai consumatori, ma soprattutto per attrarre i migliori talenti. D’altronde, i numeri parlano chiaro. Un buon “social engagement” di un’azienda incrementa di ben il 58% la possibilità di attrarre i dipendenti migliori, secondo un’indagine di Altimer Group e LinkedIn. Migliori dipendenti significa poi creare un prodotto più efficace, attrarre più clienti, e fare le gioie degli investitori. Se il personal branding riesce a creare le precondizioni perché ciò avvenga, si capisce bene perché le aziende oggi sono tanto impegnate su questo fronte.

Prima di iniziare a postare e twittare bisogna capire che immagine si vuole dare dell’azienda e di se stessi. Entrepreneur consiglia di evitare di parlare di cose che non esistono o di essere inutilmente provocatori. E soprattutto di concentrarsi su alcune aree in cui si è esperti (due, massimo tre) e puntare a iniziare dei dialoghi con gli utenti sugli argomenti scelti.

Infine, il sito americano consiglia di introdurre molte immagini all’interno dei post o tweet. Le immagini, secondo molti studi realizzati in questi anni, sanno catturare l’attenzione dell’utente molto di più del singolo testo: le persone ricordano il 65% delle informazioni contenute in un post se all’interno è presente un’immagine.

Oltre a questo è utile l’uso dei nuovi servizi di streaming che i social oggi garantiscono. Una strategia efficace per attrarre i migliori talenti via social media include testi, foto, video. Più che il canale scelto, è fondamentale puntare sui contenuti che devono essere capaci di attrarre gli interessati a quella nicchia di mercato, facilmente digeribili e “degni di esseri ricordati”.

L’uso del personal branding per fare recruiting è per Entrepreneur il segreto oggi per costruire un team stellare e per aumentare la fiducia nel brand dei consumatori.

Il caso di Gare Kelly lo dimostra. Cosa comunica il Ceo di Southwest Airlines sui social media? Essenzialmente punta su tre elementi: la forza del team, il comportamento dell’azienda verso i consumatori (“i passeggeri non sono clienti ma ospiti in casa nostra”), le sfide, i problemi e la crescita del gruppo.

LEGGI ANCHE: “Da zero a mille. Come un uomo senza nulla arriva alle stelle, fino alla Casa Bianca”

COMMENTS

WORDPRESS: 0
DISQUS: 0

Personal branding: il segreto per attrarre i migliori talenti

di Giancarlo Donadio Tempo di lettura: 4 min
0