Raccolgono 50 mln per le vittime del Coronavirus, coinvolgendo Madonna, Bieber e Di Caprio

Raccolgono 50 mln per le vittime del Coronavirus, coinvolgendo Madonna, Bieber e Di Caprio

La All-In Challenge, un invito a VIP, sportivi e businessman ad andare “ALL IN” per i bisognosi. La campagna, organizzata dai fondatori di Fanatics, ha raccolto 50 milioni di dollari nel giro di un mese.

«Mi piace fissare degli obiettivi impossibili e provare a realizzarli. E quindi mentre al pubblico dicevamo che avremmo provato a raccogliere 10 mil

«Mi piace fissare degli obiettivi impossibili e provare a realizzarli. E quindi mentre al pubblico dicevamo che avremmo provato a raccogliere 10 milioni, tra di noi ci dicevamo che puntavamo a 100. Mi chiedevo: “Cosa possiamo fare di impossibile e come possiamo riuscirci?”. Non so se ci arriveremo, ma in meno di un mese siamo già a metà strada. E questo è piuttosto esaltante».

Queste le parole di Michael Rubin, azionista di maggioranza e CEO della holding Kynetic, che gestisce gli eCommerce Fanatics, Rue La La e ShopRunner. Nell’ambito di Fanatics – tra i principali portali di commercio elettronico di vendita di merchandising legato allo sport – ha avviato ad aprile la campagna ALL IN Challenge, che sfida squadre e celebrità, anche non legate allo sport, a scendere in campo per sfamare persone in difficoltà, soprattutto in seguito alla crisi economica arrivata in concomitanza con la pandemia da Coronavirus.

A oggi, la campagna ha raccolto più di 50 milioni di dollari grazie alle sue sfide.

COVID-19 e insicurezza alimentare

L’insicurezza alimentare è un problema crescente” e diventa sempre più grave “durante la pandemia da COVID-19 e la carenza di cibo senza precedenti che la nostra nazione sta affrontando”, scrivono su Fanatics gli organizzatori della ALL IN Challenge. L’obiettivo della campagna è quindi quello di avviare “la più grande raccolta fondi digitale della storia, per raccogliere decine di milioni di dollari per sfamare le persone che ne hanno bisogno”. In particolare, l’obiettivo è di aiutare le persone oggi più in difficoltà: bambini e ragazzi che fino a poco fa potevano mangiare a scuola e che oggi devono rinunciarvi, per via della chiusura delle aulee. Ma anche i nuovi disoccupati e la popolazione anziana senza accesso al cibo.

I fondi raccolti durante la campagna vengono indirizzati a organizzazioni benefiche come Meals on Wheels, che si occupa soprattutto di persone anziane e sole, No Kid Hungry, specializzata nell’aiuto a minori poveri, e l’America’s Food Fund, fondo non-profit che raccoglie donazioni alimentari.

Lanciata il 14 aprile, la campagna ALL IN ha raccolto nel giro di appena un mese 50 milioni di dollari da destinare a queste organizzazioni. Attraverso un’idea virale. Tutto nasce con lo scoppiare della crisi COVID-19 negli Stati Uniti, quando Rubin cambia la destinazione degli stabilimenti di Fanatics: dal produrre le uniformi dei principali giocatori della Major League di Baseball passa alla creazione di mascherine e camici per il personale sanitario.

Cos’altro posso fare?” si chiede Rubin. Si ricorda allora di una campagna di raccolta fondi di successo, lanciata sui social qualche anno fa: la Ice Bucket Challenge, quando migliaia di persone (da semplici utenti a VIP) si bagnavano da testa a piedi con l’acqua gelata per sensibilizzare sulla sclerosi laterale amiotrofica. Rubin, che si dice un “ammiratore” di quella campagna, ha un’idea simile:

«Mi è saltata in testa quest’idea: se fossi riuscito a coinvolgere ogni atleta, artista, celebrità, imprenditore di successo ad andare “all in” [termine derivato dal poker, in cui un giocatore decide di puntare tutte le sue fiches, ndr] e a donare un proprio bene prezioso o un’esperienza incredibile, allora avremmo potuto raccogliere una quantità di soldi incredibile».

Nasce la ALL IN Challenge

La prima idea di Rubin è di rivolgersi agli atleti, visto il settore in cui opera. Ma chiama per primo il rapper Meek Mill, suo amico, con cui ha fondato la Reform Alliance, organizzazione per aiutare le persone ingiustamente condannate.

Rubin gli presenta l’idea per la Challenge, che incontra subito il favore dell’artista, che lo spinge a coinvolgere anche altre celebrità che non appartengono al mondo dello sport. Il fondatore di Fanatics gli chiede allora: “Tu cosa doneresti?”. E Mill: “La mia Rolls Royce Phantom”. Ecco il primo premio messo all’asta sul portale.

Rubin chiama poi un altro amico, l’attore Kevin Hart, presentandogli il progetto: Hart mette subito a disposizione la possibilità di comparire nel suo prossimo film. Ed ecco la prima ‘esperienza’ messa all’asta per l’ALL IN Challenge.

Ne seguiranno molte altre, come vedremo.

C’è solo un problema con queste aste: solo i ricchi possono partecipare, perché riguardano beni di lusso o comunque esperienze da sogno, molto ambite. È allora che gli organizzatori pensano a un sistema per far partecipare anche le persone comuni. L’idea giusta arriva ad Alan Tisch, uno dei fondatori dell’organizzazione che guida la campagna, nonché imprenditore, fondatore dell’app di eCommerce Spring: creare delle lotterie a partire da 10 dollari a biglietto, a cui chiunque può partecipare e vincere. Un esempio? L’attore Jason Momoa – noto per i suoi ruoli nel Trono di Spade (Kahl Drogo) e in Aquaman – ha offerto un giro in motocicletta in sua compagnia, in California, oltre a una Harley Davidson.

Nel giro di poche settimane, 700mila persone hanno acquistato un “biglietto” per queste lotterie speciali.

Da Robert De Niro ad Ariana Grande: celebrità e sportivi che hanno aderito

Tante le celebrità che hanno già aderito all’iniziativa. Scopriamo alcuni dei premi più ambiti. L’attore Chris Pratt ha offerto la possibilità di essere “mangiati da un dinosauro” nella prossima uscita di Jurassic World. Qualcosa di simile hanno pensato anche Leonardo Di Caprio e Robert De Niro, offrendo una comparsata nel loro prossimo film insieme (diretto ovviamente da Martin Scorses), Killers of the Flower Moon.

Justin Bieber, invece, si è detto disposto a volare in elicottero sopra la casa del vincitore, cantandogli una canzone. Robert Kraft, proprietario della squadra di footbal New England Patriots, ha regalato alla campagna l’anello della vittoria al 51esimo Super Bowl. Tra gli sportivi si è fatto notare Tiger Woods, che ha messo a disposizione una lezione privata di golf, con cui sono stati raccolti 260mila dollari.

Tra i businessman attivi nella ALL-IN Challenge, i CEO di Walmart Doug McMillon, che ha offerto la possibilità ai proprietari di piccole e medie imprese di fare un pitch di 10 minuti con lui; di Microsoft, Satya Nadella, che ha offerto sessioni di formazione personale con lui; e di Nike, che ha promesso un tour privato del quartier generale dell’azienda, oltre a un paio di sneaker personalizzate e abbigliamento sportivo per un totale di mille dollari.

L’idea si basa su un concetto apparentemente molto semplice: le persone, soprattutto le celebrità, sono molto competitive, in particolare quando si tratta di mostrarsi attenti ai bisogni del prossimo. Andare All-In significa quindi spararla più grossa dei propri “colleghi” VIP, mettendo a disposizione quanto è possibile per raccogliere fondi per le persone in difficoltà. Il tutto alimentato, ovviamente, dalla particolare situazione di crisi in cui ci troviamo.

È stato per esempio Bieber a coinvolgere Pratt, dicendogli, in soldoni: “Vediamo se sai fare di meglio”. Lo stesso ha fatto Madonna con Ariana Grande, Tom Brady (stella del footbal statunitense) con Drake e Kevin Hart con Dwayne Johnson (The Rock), LeBron James e Nicole Kidman.

Nel momento in cui scriviamo, sono 57 i milioni di dollari raccolti in totale e la campagna non ha fissato ancora una data di scadenza.

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Raccolgono 50 mln per le vittime del Coronavirus, coinvolgendo Madonna, Bieber e Di Caprio

di Carmen Guarino Tempo di lettura: 5 min
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