Red Dead Redemption 2: come si crea un videogioco che vende 17 mln di copie in una settimana

Red Dead Redemption 2: come si crea un videogioco che vende 17 mln di copie in una settimana

Come si costruisce un successo nel mondo dell’intrattenimento? Anche per i videogame lo storytelling è essenziale: è il caso di Red Dead Redemption 2, il titolo più venduto del 2018.

Red Dead Redemption 2 è un videogioco di azione ambientato nel selvaggio West degli Stati Uniti. È una produzione colossale che ha richiesto 8 anni di

Red Dead Redemption 2 è un videogioco di azione ambientato nel selvaggio West degli Stati Uniti. È una produzione colossale che ha richiesto 8 anni di lavoro. È una delle storie più elaborate e avvincenti mai viste in un videogame. Ed è un successo commerciale strepitoso.

Grazie all’hype suscitato dalle numerose anticipazioni del gioco e dalle recensioni positive, in tre giorni il titolo Rockstar ha incassato 725 milioni di dollari. Nella prima settimana, ha venduto 17 milioni di copie. È la seconda uscita più “ricca” di sempre per un videogioco: il primo è stato Grand Theft Auto V, pubblicato sempre da Rockstar nel 2013, che in tre giorni è riuscito a guadagnare un miliardo di dollari.

Red Dead Redemption ha stabilito un altro record: è il prodotto di intrattenimento che ha chiuso il weekend di lancio con il maggior incasso nella storia (GTA V era uscito di giovedì e quindi non viene calcolato). Prima del videogame, il record apparteneva a Avengers: Infinity War, film che ha incassato in un fine settimana circa 640 milioni di dollari.

Come si costruisce un successo così straordinario? Proviamo a capirlo insieme.

Content is king (anche nei videogame)

La trama è molto semplice. Red Dead Redemption 2 racconta la storia di una gang di fuorilegge in fuga, durante gli ultimi giorni del “selvaggio West”, quella landa senza legge che nell’Ottocento era diventata l’area occidentale degli Stati Uniti.

Un western, quindi, che si fonda sull’interazione di 23 personaggi principali – i membri della gang – ciascuno con la sua storia, personalità, background. È qui probabilmente la forza principale del titolo Rockstar: la narrazione.

Non a caso, il videogioco ha vinto il premio “Best Narrative” al Game Awards 2018, insieme ad altri tre riconoscimenti.

Su Forbes, per esempio, si citano i dialoghi come elemento particolarmente curato del gioco:

«I dialoghi sono naturali, toccanti e persino divertenti in alcuni casi, interpretati da alcune delle migliori voci nel mondo del doppiaggio. Sento che i personaggi sono in realtà delle persone vere: probabilmente, il tono cupo della storia non mi avrebbe colpito così tanto se gli scrittori non avessero fatto un lavoro così eccellente, costringendomi ad affezionarmi ai personaggi».

Come vedremo, il team Rockstar che ha curato il progetto ha curato lo spessore dei diversi personaggi in maniera quasi maniacale. Un lavoro di scrittura probabilmente mai visto prima per un videogioco.

Accanto a uno storytelling fuori dal comune, i recensori citano spesso l’aspetto visivo come elemento di distinzione del prodotto. “È di una bellezza scioccante”, scrive Dave Thier:

«È il puro impatto visivo il più grande risultato di Red Dead Redemption 2: una bellezza che emerge in ogni singolo momento del gioco. Non c’è modo di farselo sfuggire: il modo in cui le nuvole attraversano le pianure ondulate del Colorado, gettando ombre sulle formazioni rocciose visitate da mandrie di cervi che corrono sui letti dei fiumi asciutti e sulle colline, ti fanno sentire testimone di qualcosa di incredibile».

Rockstar ha creato un vero e proprio mondo da esplorare, ricalcando le caratteristiche naturali degli Stati Uniti con un’attenzione al dettaglio mai vista prima: “Avvertiamo lo stesso avvolgente potere della natura che ha ispirato registi e pittori per secoli”, spiega ancora Thier.

Alla storia e alle immagini, va aggiunto almeno un altro elemento: la colonna sonora, che secondo Forbes è “genuinamente perfetta”.

Otto anni di lavoro

Otto anni fa, nel 2010, esce Red Dead Redemption, uno dei migliori videogiochi mai pubblicati, secondo molti critici, che ha venduto 15 milioni di copie. Il team di lavoro di Rockstar, per ripetere (e superare) il successo del primo titolo, ha dovuto fare gli straordinari.

Il secondo episodio ha infatti richiesto circa otto anni di lavoro: appena pubblicato il primo, il team (composto da quasi duemila persone) si è messo all’opera sul seguito.

Un lavoro immane che, stando ad alcuni report, ha richiesto più di un sacrificio: i critici sostengono che in Rockstar esista una cultura di “overwork”, con degli straordinari massacranti, visti come una sorta di sacrifico necessario alla causa.

Gran parte degli sforzi sono stati concentrati sulla storia. Nel volume 2, il giocatore impersona Arthur Morgan, uno dei membri della gang “Dutch Van der Linde”. Ma in realtà è solo uno dei 23 protagonisti del racconto, ciascuno con le proprie sfaccettature. Ognuno di loro ha un passato ben delineato e con un forte impatto emotivo: ogni personaggio è l’eroe della propria storia.

La nascita di un “cast” così vasto e variegato è descritta da Michael Unsworth, scrittore creativo senior nel progetto di Red Dead Redemption 2:

«Un grande cast fatto di diversi protagonisti ha molti vantaggi, ma è anche complesso da gestire. Ci ha dato una serie di prospettive diverse e personalità sfaccettate da cui partire, aiutandoci a creare la storia che volevamo. Sapevamo di aver bisogno di un miscuglio di personaggi diversi e interessanti per la gang di Dutch: la sfida con un cast così grande è stata però far risaltare il carattere di ciascuno, insieme alla sua unicità, senza scadere nei classici stereotipi».

Molto è stato fatto nel lavoro di creazione dei background di ogni singolo protagonista:

«Quando li abbiamo definiti, abbiamo concentrato molti sforzi nella creazione delle loro storie individuali, la serie di eventi che li aveva portati fin qui».

Anche ai dialoghi, prosegue Unsworth, il team ha dedicato uno sforzo maniacale:

«Siamo stati ossessionanti nella revisione delle performance di ciascun personaggio durante il suo sviluppo. Abbiamo ri-registrato o ri-scritto ogni battuta che non sembrava adatta, per assicurarci che in ogni momento i personaggi esprimessero la propria personalità in maniera interessante».

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Red Dead Redemption 2: come si crea un videogioco che vende 17 mln di copie in una settimana

di Gennaro Sannino Tempo di lettura: 4 min
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