Stefano Mongardi su Snapchat: “Se vuoi avere successo, mettici la faccia”

Stefano Mongardi su Snapchat: “Se vuoi avere successo, mettici la faccia”

Parla Stefano Mongardi, “TheWebMate”, esperto e guru del social network del momento: consigli ed errori da non commettere su Snapchat.

Non è (più) un social per teenager. Su Snapchat, ormai, la tendenza è chiara: l’audience si sta allargando, l’età media sta crescendo, i contenuti sta

Non è (più) un social per teenager. Su Snapchat, ormai, la tendenza è chiara: l’audience si sta allargando, l’età media sta crescendo, i contenuti stanno diventando più adatti a un pubblico trasversale. Se n’è accorto Stefano Mongardi, “TheWebMate”, consulente web, esperto di innovazione, startup e social network, che dal 2013 consiglia e forma aziende e privati sul mondo del digital marketing.

Il suo impatto con Snapchat non è stato dei migliori. «Quando ho scaricato l’app, non ho cominciato a utilizzarla subito: non mi interessava veramente, non mi sembrava rilevante. Ho cambiato idea quando sono venuto qui (Stefano vive in California, ndr) e mi sono accorto che lo usavano tutti», ci ha raccontato in un’intervista. «Quando ho provato a capirci qualcosa, però, ne ho colto tutto il potenziale».

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Dopo un anno di studio e di attività su questo canale innovativo, Stefano è diventato un vero e proprio esperto. Ha realizzato una guida, “Snappy Rush”, su come crescere e monetizzare su Snapchat e presto partirà un corso specifico sull’argomento, sullo stile di quanto ha già fatto per “Instagram on Fire”. L’abbiamo contattato per farci raccontare le potenzialità di questo nuovo strumento.

Perché utilizzare proprio Snapchat?

La principale differenza con gli altri social è che Snapchat è un social diretto e personale: abbatte tutte le barriere presenti sugli altri social. Per esempio, su Facebook e Instagram il rapporto tra chi crea e condivide un contenuto e i suoi follower è limitato sempre da un’immagine, da una foto statica, da un commento che non prevede molto spesso che ci sia una faccia dietro. L’originalità del formato di Snapchat sta nel fatto che l’utente, con lo smartphone tra le mani, sta “direttamente” davanti al proprio follower. È come parlare faccia a faccia con qualcuno. Ecco perché è così efficace e coinvolgente, perché gli utenti si sentono chiamati in causa in prima persona. Su Snapchat è tutto molto più improvvisato, più diretto. Questo ha delle conseguenze evidenti sia sul profilo del marketing che dal punto di vista psicologico.

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Snapchat è visto spesso come una specie di giocattolo per ragazzini. È ancora così? Come evolverà?

Sì, gli inizi di Snapchat sono stati così: è stato fatto proprio da un’utenza molto giovane. In realtà le cose stanno già cambiando, anche in Italia. Il target è dai 16 anni (anche meno) fino ai 34/35 anni quindi comprende tutti i Millennial: ormai la base utenti in tutto il mondo sta raggiungendo i 200 milioni. È possibile quindi raggiungere elevati livelli di engagement anche con le persone tra i 25 e i 30 anni.

L’audience dipende ovviamente dal tipo di community con cui si entra in contatto: in base al tipo di contenuti pubblicati si ottiene un riscontro diverso, da fasce di età diverse. Ogni generazione ha il suo target e la sua tipologia specifica di contenuti preferiti.

Da quali contenuti sono attratti gli utenti di Snapchat?

Dipende molto dal settore di cui si occupano. Il campo è molto vasto: c’è chi cerca e crea contenuti di marketing, chi cerca e crea contenuti sulla medicina o sulla psicologia. Qualsiasi tipo di attività/settore si può ormai trovare anche su Snapchat, si può spaziare in qualsiasi nicchia. In Italia gli utenti sono molti di meno e quindi la trasversalità è ancora limitata. I contenuti preferiti in genere riguardano i consigli su un’area tematica specifica, i contenuti divertenti o informativi. La tendenza è seguire personaggi noti e influencer di un determinato settore. Gli utenti cercano quindi contenuti simili a quelli presenti su altri canali social, ma su Snapchat sanno di poter avere un rapporto più diretto e più personale.

Quali categorie di business sono già presenti sul social? E quali possono affacciarsi in futuro?

In genere, i primi settori a utilizzare i nuovi canali social sono quelli più in vista: fashion, travel, luxury, lifestyle. Così è successo anche per Snapchat. Queste industry, infatti, tendono a comunicare coinvolgendo direttamente degli influencer. Nel fashion e nel luxury, si tende a mostrare il dietro le quinte, i backstage delle sfilate. Nel travel, funzionano i contenuti relativi ai paesaggi e le particolarità di un determinato territorio. In ogni caso, sono tantissimi i settori che potrebbero attivarsi su Snapchat. E farlo da early user costituirebbe certamente un vantaggio.

Quali sono gli errori assolutamente da evitare?

L’errore fondamentale è di pensare a Snapchat come a un qualsiasi altro social e di creare più o meno gli stessi contenuti. Ripeto: su Snapchat bisogna sviluppare un rapporto quanto più personale possibile con la propria audience. Nel caso di un’azienda, per esempio, è possibile coinvolgere gli impiegati, le ‘persone fisiche’, nella creazione di contenuti: dare un volto umano all’azienda.

Il secondo errore più comune è rimandare agli altri canali social, inviando continuamente foto e video per ‘dirottare’ gli utenti. Tutti i contenuti devono essere creati esclusivamente per Snapchat ed è necessario creare engagement in maniera originale, sfruttando le potenzialità specifiche del social come i filtri, le lenti o gli screenshot.

 

Segui Stefano su Snapchat (SteMonga) e Instagram (TheWebMate).

 

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Stefano Mongardi su Snapchat: “Se vuoi avere successo, mettici la faccia”

di Giancarlo Donadio Tempo di lettura: 3 min
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