Tesla vale quasi 700 miliardi (ma non guadagna con le auto elettriche)

Tesla vale quasi 700 miliardi (ma non guadagna con le auto elettriche)

Per ora, Tesla non guadagna con la vendita dei suoi veicoli, ma grazie alle norme di alcuni Stati americani sulle quote di auto a zero emissioni. Eppure, la sua valutazione è andata alle stelle.

Il 16 novembre scorso le azioni di Tesla valevano poco più di 400 dollari. Nel giro di un paio di mesi, quel valore è raddoppiato, superando gli 800

Il 16 novembre scorso le azioni di Tesla valevano poco più di 400 dollari. Nel giro di un paio di mesi, quel valore è raddoppiato, superando gli 800 dollari a gennaio, per poi scendere ancora verso la fine di febbraio, restando sempre comunque intorno ai 700 dollari (e una valutazione di 670 miliardi), portando Elon Musk a diventare il secondo uomo più ricco al mondo.

Il tutto sembra paradossale se consideriamo il mercato dell’automotive nel complesso e quante auto effettivamente vende l’azienda di veicoli elettrici. Oggi scopriamo, poi, che Tesla non guadagna dalla vendita delle sue auto, ma soprattutto a causa di alcune leggi di alcuni stati USA che favoriscono i produttori di auto a emissioni zero. Scopriamo come.

Come guadagna davvero Tesla

Il 2020 è stato il primo anno con un utile netto per Tesla, l’azienda nota in tutto il mondo per le sue auto elettriche. Ma l’azienda non guadagna con la vendita di auto elettriche ai consumatori.

La CNN ha infatti svelato quello che chiama “il piccolo sporco segreto” di Tesla, che guadagnerebbe con la vendita di crediti normativi sulle auto elettriche. Di cosa stiamo parlando?

Secondo il sito web della nota emittente, undici stati americani (California, Colorado, Connecticut, Maine, Maryland, Massachusetts, New York, New Jersey, Oregon, Rhode Island e Vermont) hanno delle norme che impongono ai produttori di auto di vendere una certa quota di veicoli a emissioni zero, con obiettivi specifici da raggiungere entro il 2025. Le case automobilistiche che non possono centrare tali obiettivi, devono acquistare dei “crediti normativi” da un secondo produttore che soddisfa tali requisiti. E chi c’è tra questi? Tesla è sicuramente la più famosa, oltre a essere leader del settore.

La compravendita di questi crediti si è rivelata un business molto redditizio: negli ultimi cinque anni, l’azienda di Musk ha incassato 3,3 miliardi di dollari grazie a questo sistema, di cui quasi la metà – 1,6 miliardi – nel 2020. Tale cifra ha superato di gran lunga l’utile netto di Tesla nel 2020, che si è fermato a 721 milioni di dollari. Tradotto: con la sola vendita delle sue auto elettriche, l’azienda di Musk sarebbe ancora in perdita.

Come ha spiegato alla CNN Gordon Johnson della GLJ Research, in Tesla “stanno perdendo soldi vendendo auto. Fanno soldi invece vendendo crediti. E i crediti spariranno” a lungo andare.

La stessa Tesla non nasconde il “segreto” svelato da CNN. Zachary Krikhorn, Chief Financial Officer dell’azienda, spiega inoltre che questo tipo di introiti non sono facili da prevedere e potrebbero venire meno nel prossimo futuro:

«Nel lungo periodo – spiega Krikhorn – la vendita dei crediti normativi non costituirà una parte importante del business e non pianifichiamo l’azienda basandoci su di essi. È possibile che tali introiti rimangano forti per qualche altro trimestre, ma è anche possibile che questo non succeda».

Il dibattito tra gli esperti si è quindi acceso: Tesla è un’azienda in utile o no?

Secondo Gene Munster di Loup Ventures, in realtà, la questione dei crediti normativi ha un’importanza relativa. Altri numeri del bilancio dell’azienda, ci dicono infatti che Tesla è incanalata sui binari giusti: il suo profitto lordo derivante dall’automotive (ovvero gli incassi totali dalla vendita delle auto, rapportato alle spese associate alla loro produzione) è stato di 5,4 miliardi di dollari nel 2020, anche escludendo la questione dei crediti normativi. mentre il flusso di cassa disponibile (Free Cash Flow) è di 2,8 miliardi di dollari, salito del 158 per cento rispetto all’anno precedente: un miglioramento sostanziale rispetto al 2018 quando, ricorda Munster, Tesla bruciava solo denaro e rischiava di finire del tutto i propri fondi.

A oggi, questi numeri ci dicono che Tesla può arrivare lontano, consolidando la sua posizione nel mercato dei veicoli elettrici, anche perché secondo Munster “non c’è alcuna possibilità che General Manager e Volkswagen stiano guadagnando cifre simili sulle loro auto elettriche”.

La valutazione di Tesla

Resta in ogni caso il dilemma se la valutazione di Tesla sul mercato azionario abbia un reale contatto con la realtà. A inizio anno, il prestigioso sito di analisi finanziarie The Motley Fool, faceva un po’ di conti in tasca all’azienda del gruppo. A gennaio, dopo la crescita esponenziale di novembre e dicembre, la valutazione di Tesla era arrivata a 700 miliardi di dollari: una cifra che la poneva al di sopra di aziende come Berkshire Hathaway, Johnson & Johnson, Visa e Mastercard. Valeva addirittura più di Disney e Netflix messe insieme e dei primi 12 produttori d’auto a livello globale, combinati.

Oggi Tesla vende “appena” mezzo milione di auto ogni anno, mentre l’intero settore arrivava a 64 milioni di unità nel 2019. L’azienda di Musk rappresenta quindi oggi meno dell’1 per cento del mercato globale, malgrado la “super valutazione” delle sue azioni.

In questo grafico, realizzato dallo stesso Motley Fool, viene illustrata chiaramente la disparità nella valutazione di Tesla rispetto agli altri operatori del settore:

Come spiega il titolo, i grafici confrontano la valutazione di mercato delle cinque aziende automobilistiche quotate in Borsa, con il numero di auto effettivamente vendute. Se ragioniamo su questo unico parametro la valutazione di Tesla resta in effetti sproporzionata rispetto ai principali leader di settore. Basti pensare che Toyota e Volkswagen hanno venduto più di 10 milioni di veicoli nel 2019, General Motors 7 milioni e Ford 5 milioni. D’altronde, poi, il settore dell’auto ha un margine non molto ampio: GM si è fermata al 18% nel 2019 e Tesla non ha fatto molto meglio, arrivando al 23,5 per cento nel 2020 (inclusa la vendita dei crediti normativi).

Ovviamente la valutazione dell’azienda non è solo un riflesso dell’oggi, quanto una scommessa sul suo futuro. Abbiamo già visto alcuni numeri che sembrano promettere bene per l’azienda e Tesla prevede una crescita nella vendita delle sue auto di circa il 50 per cento annuo.

Non solo. Musk e soci progettano di ampliare la propria offerta in futuro, lanciando un servizio di taxi che si guidano da soli, per esempio, oppure mettendo un “tetto solare” su ogni casa del mondo (nel gruppo Tesla, infatti, c’è anche Solar City, che propone delle particolari tegole con fotovoltaico integrato, i Solar Roof).

Malgrado ciò, Motley Fool conclude che, “a meno che non prevediamo che Tesla entrerà e dominerà un paio di nuovi mercati, la valutazione è impossibile da giustificare”.

Approfondisci: Tesla potrebbe crescere in Borsa del 300% (ma gli esperti parlano di bolla)

COMMENTS

WORDPRESS: 0
DISQUS: 0

Tesla vale quasi 700 miliardi (ma non guadagna con le auto elettriche)

di Gennaro Sannino Tempo di lettura: 4 min
0