Tim Ferriss: come diventare ricchi lavorando solo 4 ore alla settimana

Tim Ferriss: come diventare ricchi lavorando solo 4 ore alla settimana

È un’impresa ardua spiegare chi è Tim Ferriss, 39enne americano.  Partiamo da quello per cui è conosciuto nel mondo. Tim è l’autore di “4 ore alla set

È un’impresa ardua spiegare chi è Tim Ferriss, 39enne americano.  Partiamo da quello per cui è conosciuto nel mondo. Tim è l’autore di “4 ore alla settimana. Ricchi e felici lavorando dieci volte meno”, un testo entrato nella classifica dei bestseller del New York Times, tradotto in più di 35 lingue.  Il libro è del 2007 e ha reso Ferriss un personaggio molto noto: da lì è diventato collaboratore di diverse riviste mondiali, offre podcast che hanno superato i 70milioni di download e video, dove spiega la sua originalissima visione del lavoro e della vita: «L’80% del lavoro deriva dal 20% degli sforzi», è una delle sue tesi.  Secondo Ferriss bastano quattro ore di impegno alla settimana per guadagnare fino a 40mila dollari al mese.

Si può credere o meno alle sue argomentazioni, ma Ferriss e la sua vita sembrano la dimostrazione vivente di come, se applicate nel modo giusto, possano funzionare.

Nato a New York, da un agente immobiliare e una fisioterapista, si iscrive a Princeton dove prova a specializzarsi in Neuroscienza. Ma poi molla tutto. In alcune sue interviste, spiega che la scelta di cambiare vita nasce da una sua insofferenza: non voleva fare la fine dei suoi compagni di università che finivano per lavorare in grosse banche o società di investimento.

Ancora giovanissimo lancia una startup. Si chiama Brain Quicken e vende integratori alimentari online.  Bravo negli aspetti organizzativi, Ferriss decide di esternalizzare molti dei compiti, imparando a delegare. In poco tempo riesce a guadagnare oltre 40mila dollari al mese solo dopo un anno e mezzo di attività. Nelle interviste spiega di aver investito solo 400 dollari e di non essere ricorso a finanziamenti esterni. L’azienda viene poi venduta a un fondo di private equity londinese.

Intanto, non perde occasione di inseguire una delle sue passioni: i viaggi.  Gira l’Europa in moto, diventa campione di tango e di arti marziali e impara diverse lingue. Oggi dice di saperne parlare più di 6.

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4 ore a settimana

Come anticipato il successo arriva con il suo primo libro, “The 4-Hour Workweek”, il titolo originale in inglese. Il volume ha una genesi tribolata. All’inizio, racconta, nessun editore è disposto a pubblicarlo. Lui lo completa mentre è in giro per il mondo per mettere in ordine tutte le sue teorie sul rapporto tra lavoro e tempo libero. La tesi è delle più estreme: bastano solo quattro ore di lavoro alla settimana per fare quello che le persone normali realizzano in più di 40 ore. «Il segreto è pensare prima di reagire. Prendersi delle pause frequenti e sforzarsi di eliminare, invece di organizzare. Creare delle liste di cose da non fare, eliminare, rimuovere tutte le distrazioni. Avere una lista delle priorità», spiega a LifeHacker.

La sua teoria è nota come il principio 80/20 e lui la spiega così: «Prima di fare un’analisi del proprio lavoro, bisogna rispondere a una domanda. Quali sono le metriche che davvero contano? Quelle che misurano il tuo progresso verso un obiettivo? Se non riesci a misurarle, non saprai comprenderle.  Tutto quello che può essere misurato, può essere gestito. In che modo?Applicando “il principio 80/20” in poche aree specifiche. Qual è il 20% dei tuoi clienti, dei tuoi prodotti, o dei tuoi distributori, che producono l’80% del tuo profitto?», continua Ferriss.

Una volta individuate le aree necessarie, Ferriss spiega che bisogna dedicarsi solo a quelle, delegando ogni tipo di attività meno rilevante. Si tratta di un vero e proprio processo di ottimizzazione del lavoro, “che consiste nel rimuovere tutto ciò che non è essenziale e necessario per produrre gli obiettivi che ci siamo prefissi”.

Le “muse” di Ferriss

Per generare questi risultati, tuttavia, bisogna creare un veicolo automatico, un business digitale che permetta di avere la dovuta libertà di gestione. Ferriss chiama questo tipo di attività, “muse”:  «Il nostro obiettivo è semplice: creare un veicolo automatico per generare denaro senza consumare tempo. Di questo si tratta. Chiamerò questo veicolo musa ogni volta che è possibile per distinguerlo dal termine ambiguo impresa che si può riferire a un chiosco delle bibite come a una delle prime dieci compagnie petrolifere della classifica di Fortune. Il nostro obiettivo è più limitato e di conseguenza richiede un’etichetta più precisa. Innanzitutto, le priorità: flusso di cassa e tempo. Con queste due monete, tutte le altre cose diventano possibili. Senza, niente lo è», scrive in un passo del libro.

Possibili o meno, le teorie di Ferriss lo hanno portato a un patrimonio di 15 milioni di dollari. Oggi guadagna con eventi, libri, corsi di formazione, podcast, articoli. E anche con la sua attività di investitore in business tecnologici, ha investito tra l’altro in Facebook, Twitter, Evernote e Uber.

La chiave per riuscire? Liberarsi dall’incertezza del futuro e rendersi indispensabili: «Se sei preoccupato non risolverai i tuoi problemi, così come se hai ansia o incertezza. Tutti quelli che affrontano un cambiamento potrebbero fallire, ma bisogna metterlo in conto e capire quali sono i passi per tornare alla situazione precedente.  Come si riesce nel business e nella vita? Diventando indispensabili per il tuo capo o per l’azienda che gestisci. Puoi farlo solo se sei disposto ad assumerti più responsabilità. Così avrai sempre qualcosa su cui far leva per negoziare migliori condizioni, come più tempo libero», conclude.

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Tim Ferriss: come diventare ricchi lavorando solo 4 ore alla settimana

di Giancarlo Donadio Tempo di lettura: 3 min
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