Viaggiare da soli, perché no? 5 consigli per affrontare la solitudine

Viaggiare da soli, perché no? 5 consigli per affrontare la solitudine

Il vecchio detto funziona anche per i viaggi: quando si tratta di andare in vacanza, sempre più Millennial preferiscono essere soli che male accompagnati. Tanti i pro legati al viaggio in solitaria, ma anche i contro a cui prestare attenzione. Ecco una guida.

Quando progettiamo le tanto agognate ferie, optiamo generalmente per delle attività di coppia o in gruppo, e quasi mai pensiamo alla possibilità di v

Quando progettiamo le tanto agognate ferie, optiamo generalmente per delle attività di coppia o in gruppo, e quasi mai pensiamo alla possibilità di viaggiare da soli. Questo forse perché immaginiamo che la solitudine in viaggio possa essere in qualche modo noiosa o rischiosa.

In realtà il trend è in forte crescita. Secondo Klook, agenzia di prenotazioni online con sede a Hong Kong, viaggiare da soli sarà una delle tendenze principali. Già nel 2017, uno studio di Princeton rilevava che il 58 per cento dei Millennial, in tutto il mondo, sono disponibili a viaggiare da soli.

Le ragioni sono diverse. Alcune indagini sottolineano quanto i viaggiatori trovino rilassante spostarsi da soli: è il principale motivo per cui si sceglie una vacanza in solitudine. Chi ha provato questo tipo di viaggio, sostiene inoltre che essere da soli permette di scoprire nuovi punti di vista, aumentare la propria autostima e riflettere sulla direzione della propria esistenza.

Come in tutte le cose, ci sono però pro e contro.

Il problema della solitudine

Un problema infatti resta: la paura della solitudine è quella che ferma molti dall’intraprendere un viaggio in solitaria. Susie Armitage, giornalista e blogger, ha fatto da sola un viaggio di un mese nell’Europa dell’est. Raccontando dell’esperienza ha spiegato come, accanto “alla gioia tranquilla che provi mentre guardi in solitudine un tramonto mozzafiato”, ci sono anche dei momenti in cui “sei stanca di non avere qualcuno a farti compagnia”.

Sentirsi soli è quindi quasi inevitabile. Non è però una tragedia: ecco i suoi consigli per affrontare la solitudine.

1. Non torturarti

Armitage spiega che la sua prima reazione alla sensazione di profonda solitudine è stata una forte autocritica. Sentiva di star “rovinando il viaggio”, ma non solo:

«Sentirmi sola cozzava con l’idea di me stessa che mi ero costruita mentalmente. Volevo vedermi come una persona avventurosa e, nella mia concezione, le persone avventurose non avvertono la solitudine».

Il primo passo è quindi di non essere troppo duri con se stessi e di accettare il fatto che “anche le persone indipendenti e sicure di sé non sono immuni dal senso di solitudine”.

2. Non fare l’eremita

Viaggiare in solitaria non vuol dire escludersi completamente dal mondo. Ci sono due cose che si possono fare, per restare in contatto con le persone.

Primo: alloggiare negli ostelli. Anche se sei solo tutto il giorno, la compagnia delle persone di sera può aiutare. Armitage racconta di aver prenotato diversi appartamenti condivisi durante il suo viaggio e anche quando i coinquilini sono particolarmente schivi ([Una volta] ho cenato in silenzio, mentre il proprietario dell’appartamento guardava History Channel”, racconta) avere delle persone intorno a sé migliora comunque l’umore.

Il secondo modo è di restare connessi a familiari e amici: condividere sui social le proprie scoperte quotidiane e scrivere ogni tanto ai propri contatti in privato sono delle ottime strategie per sentirsi ancora connessi al proprio mondo.

3. Buttati

Anche i timidi possono riuscire ad avere una conversazione con degli estranei. Armitage, che si definisce introversa, ha spiegato che ci riesce preparandosi alcune domande per attaccare bottone, soprattutto in locali e ristoranti: “Da quanto tempo lavori qui?”, per esempio.

Pensa anche che le persone probabilmente saranno molto interessate a te: scoprire che sei un viaggiatore solitario susciterà grande curiosità nell’interlocutore.

4. Diventa cliente abituale

Se ti senti accolto bene in un locale, tornaci. Armitage racconta di un ristorante a Vilnius, in Lituania, dove ha mangiato nel suo primo giorno in città. I proprietari sono stati molto amichevoli e quindi ha deciso di tornarci: “Quando mi sono seduta, mi hanno salutato come una vecchia amica”, racconta.

5. Fai qualche attività di gruppo (ma dimentica i luoghi troppo turistici)

In quasi tutte le principali città del mondo esistono attività di gruppo: visite guidate, tour a piedi e così via. Rappresentano un ottimo modo per trovare nuovi amici (e spesso se ne trovano anche gratis).

Occhio però a non restare sempre nei luoghi e nei quartieri più noti della città, spiega Armitage, perché le persone meno abituate ai turisti sono anche quelle più disposte a chiacchierare e a entrare in connessione. Racconta di un episodio avvenuto in un resort, a poca distanza da un piccolo paesino estone. Circondato da giganteschi pini, lontano dai posti più frequentati, nel resort sorge un centro benessere. Stupita dalla presenza di una turista, la massaggiatrice le chiede: “Com’è stato il massaggio? Non abbiamo molti clienti stranieri qui…”. Un momento di intimità, piccolo ma che la viaggiatrice ricorda con piacere:

«Mi sono sentita fortunata a poter sbirciare nella vita quotidiana estone, contenta di essere lontana da tutti i gruppi turistici della capitale e davvero felice di essere sola».

Anche le donne viaggiano sole

Le donne che viaggiano da sole vengono spesso messe in guardia: i rischi, dicono, sono tanti. Malgrado ciò, sono già diverse le esploratrici solitarie: secondo la ricerca Princeton citata, già il 26% delle Millennial ha fatto questa esperienza e un altro 27% la prenderà in considerazione per il futuro.

A rassicurare le donne sulla sicurezza dei viaggi in solitaria è Janice Waugh, vera e propria esperta del campo, che ha riportato la sua esperienza nel suo blog Solo Traveler e nel volume The Solo Traveler’s Handbook. Waugh, intervistata da USA Today, ha spiegato:

«Viaggiare da sole ha lo stesso livello di sicurezza di chi si sposta in compagnia: basta pianificare tutto per sentirsi più sicure, oltre a seguire il proprio istinto. Esistono quattro cose fondamentali da tener presenti: resta in aree pubbliche quando esci con qualcuno che hai appena conosciuto; scegli tu chi approcciare in caso avessi bisogno di assistenza; non affrettare una decisione; sii scortese, se necessario».

In sostanza, sottolinea Waugh, l’importante è tener presenti “le stesse accortezze che usi nella vita di tutti i giorni: chiudi l’auto, nascondi gli oggetti di lavoro, stai lontana dai quartieri considerati malfamati, condividi il tuo itinerario con persone che conosci e fai attenzione a quello che ti circonda”.

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Viaggiare da soli, perché no? 5 consigli per affrontare la solitudine

di Carmen Guarino Tempo di lettura: 4 min
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