“Volevo essere povero”: 5 step per uscire da una mentalità d’insuccesso

“Volevo essere povero”: 5 step per uscire da una mentalità d’insuccesso

Nessuno, consciamente, vuole essere povero: eppure molti di noi lo desiderano senza saperlo. Ecco come cambiare questa mentalità secondo il consulente finanziario Rahkim Sabree.

«A 5 anni volevo fare l’architetto. A 10, ho deciso che volevo diventare uno psicologo. A 12, ho scoperto che uno psichiatra fa più soldi e quindi h

«A 5 anni volevo fare l’architetto. A 10, ho deciso che volevo diventare uno psicologo. A 12, ho scoperto che uno psichiatra fa più soldi e quindi ha cominciato ad affascinarmi l’idea di avere qualcuno su un divano che mi chiedesse consiglio. In qualche modo, tra i 12 e i 15 anni, ho deciso che volevo essere povero».

Una strana dichiarazione, che però assume un senso quando scopriamo la storia di chi l’ha pronunciata. Le parole sono di Rahkim Sabree, passato dalla povertà a una carriera di successo nel mondo della finanza nel giro di un decennio.

Un’infanzia povera

Nato da due genitori adolescenti, Sabree vive a Mount Vernon, nello stato di New York, con il papà, la mamma, il fratello e la sorella in una famiglia che di certo non naviga nell’oro. La situazione peggiora ulteriormente quando i due genitori si separano e i tre ragazzi vanno a vivere con la madre. Sabree vive, tra i 12 e i 15 anni, quasi in completa povertà: gli avvisi di sfratto sulla porta di casa, la spesa restituita al negozio perché i buoni pasto venivano rifiutati alla cassa, il bucato fatto a mano perché non potevano permettersi di andare nelle lavanderie automatiche comuni negli Stati Uniti.

È in questo senso che, dice, “volevo essere povero: volevo solo sopravvivere”. Ed è proprio quello che fanno moltissime persone, senza rendersene conto: “vogliono essere povere, senza saperlo”, spiega Sabree. Da queste basi, da questa esperienza di vita, nascerà in lui la voglia di impegnarsi nell’educazione finanziaria delle persone.

Prima di riuscirci, però, dovrà ancora fare un’altra esperienza importante. Nel 2010, la mamma pone Rahkim e i suoi fratelli davanti a una scelta: lasciare Mount Vernon, viaggiare per gli Stati Uniti e provare a reinventare la propria esistenza. Oppure restare a New York e andare a vivere con il papà. Fratello e sorella decidono di restare, Rahkim invece, malgrado sia terrorizzato, come ha raccontato, parte con la mamma “all’avventura”. È una scelta importante, che lo aiuterà a uscire dalla modalità sopravvivenza in cui era entrato, come vedremo.

Durante questo periodo difficile, Sabree comincia anche a fare dei piccoli lavoretti. Da cassiere in un negozio di quartiere, si rende conto per la prima volta che esistono delle persone che possono permettersi di fare la spesa senza dover ricorrere ai buoni pasto e possono comprare tutto quello di cui hanno bisogno senza grande difficoltà: è una scoperta per lui. E realizza per la prima volta che è quello che desidera anche lui: non solo sopravvivere, ma vivere, prosperare, avere successo.

Un anno dopo la partenza con la mamma, comincia quindi una carriera nel settore dei servizi finanziari. Oggi, dopo quasi dieci anni, ha realizzato il suo sogno: è un consulente finanziario, autore del best-seller Financially Irresponsible e speaker sui temi dell’educazione finanziaria.

Ecco cinque cose che Sabree ha fatto per abbandonare la “mentalità della povertà” e riuscire ad avere successo.

Cambiare quartiere

«A volte, un cambiamento di panorama, influenze e persone è la scintilla di cui hai bisogno per cambiare le tue condizioni», scrive Sabree. Per quanto potesse sembrare spaventosa, l’avventura intrapresa con la madre in giro per gli Stati Uniti è stata proprio quella scintilla che l’ha portato a cambiare mentalità e ricominciare da zero. Il successo, scrive ancora l’autore, “potrebbe essere al di là della paura e dell’ignoto”.

Formarsi

Conoscere è la chiave per avere successo. La formazione ha però diversi volti: non basta leggere, bisogna anche ‘imparare sul campo’. È quello che ha fatto Sabree, che oltre alle letture e ai corsi seguiti, ha appreso tutti i segreti del settore finanziario conoscendo tanti professionisti del settore, attraverso eventi, seminari e anche stage di formazione.

«Mi è bastato semplicemente entrare in contatto con i concetti, le discipline e le pratiche note per la creazione di ricchezza per volerne sapere sempre di più».

La formazione deve quindi essere continua. E oggi, grazie a Google, le opportunità di imparare sono praticamente inesauribili.

Creare una rete

Quando comincia il suo nuovo percorso, Sabree si rende conto che non ha amici o familiari con cui poterlo condividere: molti dei concetti appresi erano completamente alieni alle persone che lo circondavano.

Per fare un ulteriore passo in avanti, quindi, aveva bisogno di circondarsi di persone che non solo conoscessero teoricamente le buone pratiche del successo finanziario, ma che le avessero anche messe in pratica. Questo vuol dire costruire nel tempo delle relazioni strategiche con commercialisti, avvocati, mentori e tutte le persone esperte del settore: una rete di persone che l’ha aiutato, nel tempo, a raggiungere gli obiettivi che si era proposto.

Fare, non procrastinare

«Una delle cose che ho dovuto imparare è stata: non sarai mai pronto e niente sarà mai perfetto», ha spiegato Sabree.

In tutte le situazioni c’è sempre qualcosa da migliorare. Questo però non deve impedirci di cominciare. “Fallo lo stesso”, esorta l’autore. La paura del fallimento è quella che più spesso ci blocca. Ma è proprio quello che impariamo attraverso una serie di ‘prove ed errori’ a portarci al successo:

«Ho dovuto scommettere su cose su cui non pensavo di essere pronto, per poter davvero lasciarmi alle spalle la mia mentalità da povertà».

Credere in se stessi

Volendo sintetizzare i concetti già espressi, Sabree spiega che tutti i punti citati rientrano nella capacità di credere in se stessi, in maniera illimitata:

«In nessun altro modo avrei potuto completare gli altri punti di questa lista senza la sicurezza e la convinzione che meritavo di più. Credere in me stesso mi ha dato il coraggio per trasferirmi, l’impulso per investire in formazione, l’audacia di creare una rete tra persone che non conoscevo e la sicurezza di mettere in pratica ciò che avevo imparato».

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“Volevo essere povero”: 5 step per uscire da una mentalità d’insuccesso

di Gennaro Sannino Tempo di lettura: 4 min
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